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Il Cardinale Bagnasco in Siria. “Ho promesso di raccontare ciò che ho visto”

L’arcivescovo di Genova parlerà del suo viaggio durante il Consiglio Permanente che inizia oggi

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Porterà anche la sua recente esperienza in Siria, il Cardinale Angelo Bagnasco, durante il Consiglio Permanente della Conferenza Episcopale Italiana, in programma dal 23 al 25 settembre. Lo farà per mantenere la promessa di raccontare ciò che ha visto, fatta alle persone che ha visitato. E lo farà per portare il ringraziamento della popolazione alla Conferenza Episcopale Italiana, che ha contribuito a molti progetti.

Meta del viaggio del Cardinale Bagnasco, che è anche presidente del Consiglio delle Conferenze Episcopali Europee, è stata Aleppo, su invito del parroco, padre Ibrahim Alsabagh. Il porporato è stato lì qualche giorno, a partire dal 16 settembre, e ha affidato le sue impressioni al SIR, l’agenzia della Conferenza Episcopale Italiana.

Nel racconto dell’arcivescovo di Genova, le immagini di un “Paese mezzo distrutto e una città martoriata”, ma anche, nel mezzo dello “scempio compiuto dai gruppi armati in lotta”, ci sono stati segni di speranza, che sono poi le “comunità cristiane decise a risorgere e ad aiutare il Paese a ricostruirsi”, anche attraverso “un maggiore coesione interna tra le diverse comunità cattoliche”, e in generale quelle cristiane, a partire dalle ortodosse.

La CEI ha mandato vari contributi alla Chiesa siriana attraverso il fondo dell’8x1000, in particolare per il Progetto Ospedali Aperti di AVSI, sostenuto dal Cardinale Mario Zenari, nunzio apostolico, e per la ricostruzione. La Caritas Italiana ha destinato alla Siria 63 progetti, per un investimento complessivo di 6 milioni di euro.

Il Cardinale Bagnasco ha potuto visitare i locali ricostruiti grazie ai fondi dell’8 per mille, ha benedetto le nuove case, ha visto le famiglie che vi hanno fatto ritorno.

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Il Cardinale ha anche sottolineato che in molti non comprendono in appieno le cause della guerra, e soprattutto ha messo in luce la “durezza delle sanzioni”, che possono essere “una forma di guerra per affossare il Paese”, cosa che, se fosse vera, sarebbe “ingiusta ed inaccettabile”.

Il Cardinale ha notato che “lo Stato non riesce a fare fronte alla ricostruzione, e nemmeno la Chiesa locale”, che si dà da fare con “aiuti che giungono da altre Conferenze Episcopali e da benefattori”, a partire dalla ricostruzione degli appartamenti. Ma le emergenze sono tante.

Il Cardinale Bagnasco parlerà di tutto questo al Consiglio Permanente di oggi, perché gli è stato chiesto anche di portare i ringraziamenti della CEI. “La Siria – ha detto – è Terra Santa, grazie a San Paolo. Andare sulle orme dell’apostolo come pellegrini non farà altro che aiutare questo martoriato Paese a risollevarsi”.