Il Cardinale Bassetti: "Dal cammino sinodale arrivi la conversione pastorale"

Nella prolusione durante l'Assemblea Generale il Presidente della CEI parla del cammino sinodale della Chiesa italiana ma anche di migranti e pandemia

La prolusione del Cardinale Bassetti
Foto: CEI
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Ormai in tutte le nostre Chiese locali è stato avviato ufficialmente il Cammino sinodale. Ci ritroviamo quindi per ribadire la nostra volontà di procedere insieme, all’unisono anzitutto tra di noi e poi in armonia con il contesto più ampio del Sinodo della Chiesa universale”. Lo ha detto il Cardinale Gualtiero Bassetti, Presidente della CEI, nella prolusione dell’Assemblea Generale dei Vescovi italiani in corso a Roma ed aperta ieri dal Papa con un discorso a porte chiuse.

Dopo aver ricordato la recente Settimana Sociale di Taranto, il Cardinale Bassetti ha sottolineato come non si possa “non rilevare fatti di cronaca che mostrano scenari drammatici che non è possibile ignorare. In comunione con il Papa, abbiamo richiamato nelle scorse settimane la situazione della Libia. Penso ora a quanto sta avvenendo nei confronti dei migranti al confine tra Polonia e Bielorussia, e a quelli che dalle coste del Magreb si avventurano nel Mediterraneo. Sono vicende che non appartengono alla cultura europea generata dal Vangelo”.

E il pensiero del Cardinale è andato poi alla pandemia. “Di fronte all’aumento dei contagi, che registriamo anche in Italia, serve un surplus di responsabilità da parte di tutti: proprio adesso è necessario fare quello sforzo ulteriore che ci aiuterà a superare il secondo inverno difficile nel nostro Paese e in tutto il mondo. La divisione in fronti contrapposti indebolisce sia la tenuta della società sia il cordone sanitario che ci ha permesso di salvaguardare i più fragili e di contenere significativamente il numero delle vittime. Guardiamo ai più piccoli che non possono godere della socialità a scuola o della libertà nel gioco comunitario; pensiamo agli anziani, spesso costretti a un maggiore isolamento e alla piaga della solitudine; siamo vicini a chi provvede con fatica al sostentamento della propria famiglia”.

Dopo il ringraziamento per il servizio reso al Paese dal Presidente della Repubblica Mattarella, il Presidente della CEI ha presentato un focus sul cammino sinodale della Chiesa Italiana.

“Il Cammino sinodale della Chiese che sono in Italia e il Sinodo universale – ha sottolineato il porporato - sono una occasione per una nuova e più profonda consapevolezza del nostro essere pastori. Papa Francesco ci spinge nella direzione di una maggiore attenzione alla nostra gente. Il Cammino sinodale, supportato dal magistero di Papa Francesco, sembra chiedere un salto di qualità, una conversione pastorale. Cammino sinodale ci chiede di fare un passo ulteriore: di far maturare la collegialità che viviamo tra di noi verso la sinodalità di tutti i soggetti ecclesiali. Abbiamo l’opportunità di coinvolgere tutti i credenti, anche quelli più tiepidi, facendoli sentire non accessori o meri destinatari, ma essenziali della vita della Chiesa. L’evangelizzazione riguarda infatti tutti i battezzati. È l’occasione per apprendere un nuovo respiro ecclesiale, quello del popolo di Dio protagonista insieme con il suo pastore”.

L’ascolto – ha aggiunto il Presidente della CEI - che ci è richiesto all’inizio del Cammino sinodale non è un gesto strategico né un pro forma. Si tratta di una tappa ecclesiale imprescindibile, alla luce della natura della Chiesa come popolo di Dio. Il discernimento parte già dall’ascolto, se quest’ultimo è libero, sincero e costruttivo”.

“Mi pare di vedere nel Cammino sinodale – ha detto il Cardinale - una grande occasione di crescita non solo per noi pastori, ma per la Chiesa nel suo complesso. Si tratta di modificare la direzione del pensiero: non c’è più chi parla soltanto e chi ascolta soltanto; tutti siamo in ascolto gli uni degli altri, e soprattutto in ascolto dello Spirito. Tutti siamo in cammino di crescita. Quella dell’ascolto non è una dinamica unidirezionale, ma un metodo ecclesiale per progredire insieme nella fedeltà al Vangelo oggi”.

Infine l’appello alla creatività. “Le procedure che metteremo in campo nei prossimi mesi – ha concluso il Presidente della CEI - dovranno anzitutto tenere conto di quanto abbiamo già a disposizione. Sarebbe improprio trascurare l’ascolto degli organismi già esistenti. Ma il Papa va oltre. Mi sia permesso di dire che non ci si deve aspettare che la CEI avanzi delle proposte in questo ambito: ciascun Vescovo ha facoltà di elaborare ad hoc forme, appuntamenti, contesti, organismi per rendere questa fase di ascolto la più vitale e proficua possibile. A questo proposito, però, avanzo una richiesta, che resta nell’ambito della condivisione fraterna. Senza dubbio la fase dell’ascolto riguarderà i laici, i presbiteri e coloro che vivono una specifica esperienza ecclesiale nei movimenti e nelle associazioni laicali. Tra questi due ambiti, però, c’è uno spazio molto ampio che attende di essere esplorato e valorizzato da noi pastori proprio in questa fase. Ognuno di noi conosce infatti persone che, pur non essendo pienamente integrate nella vita della Chiesa, avrebbero qualcosa di importante da dire. A volte le situazioni dolorose o tristi della vita possono averle allontanate o relegate in un ambito di silenzio forzato, ma sono persone rimaste interiormente vicine al Signore. Attraverso il Cammino sinodale abbiamo l’occasione, come pastori, di mostrare il volto misericordioso della Chiesa”.

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