Il Cardinale Cantalamessa: "Lo Spirito Santo non fa cose nuove, ma fa nuove le cose"

Nella Seconda Predica di Avvento il Cardinale suggerisce di "rimanere per un po’ esposti allo Spirito Santo, dargli tempo di manifestarsi e sintonizzarsi con Lui"

La seconda Predica di Avvento
Foto: Vatican Media
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Alla presenza di Papa Francesco stamane nell’Aula Paolo VI il Cardinale Raniero Cantalamessa, Predicatore della Casa Pontificia, ha tenuto la seconda predica di Avvento sul tema «Dio mandò nei nostri cuori lo Spirito del suo Figlio».

Secondo il porporato non è sufficiente “recitare un Pater, Ave e Gloria, all’inizio delle nostre riunioni pastorali” ma “bisogna rimanere per un po’ esposti allo Spirito Santo, dargli tempo di manifestarsi e sintonizzarsi con Lui” altrimenti “risoluzioni e documenti restano parole che si aggiungono a parole”.

Il Cardinale Cantalamessa lancia quindi una proposta: “Almeno nelle assemblee plenarie di ogni circoscrizione, locale o universale, non sia possibile designare un animatore spirituale che organizzi tempi di preghiera e di ascolto della Parola, in margine alle riunioni” poiché “lo spirito di profezia si manifesta di preferenza in un contesto di preghiera comunitaria”.

Ogni decisione sinodale – secondo il Cardinale cappuccino – andrebbe annunciata “almeno idealmente alla Chiesa con le parole del suo primo concilio: è parso bene allo Spirito Santo e a noi” poiché Egli “è l’unico che apre strade nuove, senza mai smentire le antiche. Egli non fa cose nuove, ma fa nuove le cose, rinnova e vivifica quelle istituite da Gesù”.

Concludendo il Cardinale Cantalamessa rilancia l’importanza dell’inno Veni Creator Spiritus. “Ogni anno nuovo, ogni secolo, ogni conclave, ogni concilio ecumenico, ogni sinodo, ogni ordinazione sacerdotale o episcopale, ogni riunione importante nella vita della Chiesa – sottolinea - si sono aperti con il canto di questo inno” che concentra in se “tutta la fede, la devozione e l’ardente desiderio dello Spirito delle generazioni che lo hanno cantato prima di noi”.

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