Il Cardinale Gambetti spiega le norme sulle celebrazioni mattutine nella Basilica Vaticana

Messe a San Pietro nella fascia mattutina: le azioni liturgiche non sono azioni private e per i sacerdoti è più che opportuno concelebrare.

Una Messa in San Pietro
Foto: Daniel Ibanez / ACI Group
Facebook Twitter Google+ Pinterest Addthis

Le Messe in San Pietro saranno nel rispetto del raccoglimento e delle esigenze dei fedeli. E' questa la sintesi della nota pubblicata oggi dalla Sala Stampa della Santa Sede circa circa l’ordinamento delle celebrazioni Eucaristiche nella Basilica Vaticana.

La nota, scritta dal cardinale Mauro Gambetti, arciprete di San Pietro, è utile per comprendere disposizioni in merito alle Messe celebrate in fascia mattutina a San Pietro e offre alcune considerazioni sul comunicato della Segreteria di Stato del 12 marzo scorso volto ad assicurare che le celebrazioni “si svolgano in un clima di raccoglimento e decoro liturgico”.

"Le indicazioni fanno riferimento ad un preciso contesto, cioè all’organizzazione delle azioni liturgiche nella fascia oraria compresa tra le 7 e le 9 del mattino", precisa la nota. Sono ispirate da due principi: “ordinare le celebrazioni sotto il profilo della scansione temporale e della loro qualità” e “accogliere e integrare particolari e legittimi desideri dei fedeli, nel limite del possibile”.

"Tra le 7 e le 9 i sacerdoti possono concelebrare ad una delle Messe d’orario nei luoghi stabiliti; l’animazione liturgica preveda l’ausilio di ministranti; sono ammesse eccezioni riguardo ai luoghi della celebrazione – in occasione della memoria di un Santo i cui restisono custoditi in Basilica – e alla contemporaneità di alcune celebrazioni per gruppi di pellegrini o nella forma straordinaria del Rito Romano", cosi si legge esattamente nella nota.

"Il modo di ordinare le celebrazioni del mattino previsto dal comunicato della Segreteria di Stato costituisce l’occasione per richiamare il senso e il valore della concelebrazione eucaristica che, come hanno ricordato i Padri nell’ultimo Concilio, si inserisce nel solco della Tradizione della Chiesa: “La concelebrazione, che manifesta in modo appropriato l'unità delsacerdozio, è rimasta in uso fino ad oggi nella Chiesa, tanto in Oriente che in Occidente”riporta ancora la nota.

"Di conseguenza - spiega la nota - quando è possibile, per i presbiteri è più che opportuno concelebrare, stante anche il fatto che è prevista una regolare alternanza della presidenza per le concelebrazioni che ordinariamente avvengono nella Basilica di San Pietro. Lo stesso vale anche per singoli fedeli e gruppi, invitati a partecipare alla stessa Messa affinché sia espressione di fraternità e non di particolarismi che non riflettono il senso della comunione ecclesiale manifestata dalla celebrazione eucaristica”.

“Non deve essere sottovalutata l’importanza della comprensione della lingua nella liturgia” per i gruppi di pellegrini che giungono da tutto il mondo. C’è poi da osservare che “le dimensioni della Basilica di San Pietro e la sua architettura consentono di andare incontro a diverse esigenze di quanti desiderino celebrare l’Eucaristia in gruppo senza sovrapporsi alla concelebrazione in corso nei principali luoghi liturgici". Inoltre, “nella fascia oraria tra le 7 e le 9 del mattino la frequentazione della Basilica è numericamente contenuta”, si legge ancora.

Per questo il cardinale Gambetti ha già dato disposizioni “affinché siano accolte possibilmente le richieste di celebrare nella fascia oraria dalle 7 alle 9 da parte di gruppi con esigenze particolari e legittime. Anche le richieste di celebrare in modo individuale di volta in volta potranno essere oggetto di discernimento, fatto salvo il principio che tutto possa svolgersi in un clima di raccoglimento e decoro e vigilando affinché quanto ha il carattere dell’eccezionalità non divenga ordinario, stravolgendo gli intenti e il senso del Magistero”.

"Sono fiducioso che il cammino avviato possa favorire per ogni sacerdote e ogni fedele la possibilità di vivere le celebrazioni in San Pietro in modo sempre più ordinato al bene, al bello e al vero”, conclude il Cardinale Gambetti.

Ti potrebbe interessare