Il cardinale Stella ricorda Il beato Slomšek come esempio per i sacerdoti sloveni

Il cardinale Stella
Foto: pd
Facebook Twitter Google+ Pinterest Addthis

“Non si diventa sacerdoti per “amministrare” o per “gestire”, né per un tornaconto personale, bensì per dispensare la vita soprannaturale, che viene da Dio solo; ecco la ricchezza della vocazione sacerdotale. Il sacerdote custodisce i fedeli che gli sono affidati, li mantiene in salute nella fede e, nel contempo, non si stanca di uscire a cercare le altre pecore, quelle che per le più diverse ragioni si sono allontanate”.

Lo ha ricordato il cardinale Beniamino Stella Prefetto della Congregazione per il Clero nella sua conferenza al clero sloveno per la Giornata della santificazione sacerdotale. Stella si è recato a Maribor lo scorso 8 giugno e ha richiamato i temi della predicazione di Papa Francesco e ricordato alcuni importanti esempi di sacerdoti come il Beato Vescovo Anton Martin Slomšek. “Secondo le parole di S.Giovanni Paolo II che vistò Maribor nel 1999: “Sulle orme di Cristo egli si fece buon Samaritano del popolo sloveno. Attento alle esigenze della formazione del clero e dei fedeli, con zelo apostolico che è ancora oggi di esempio per noi, non si stancò di evangelizzare animando le missioni popolari, suscitando numerose confraternite, predicando esercizi spirituali e diffondendo canti popolari e scritti religiosi” . E ancora il Papa dell’ Est ricordava che Slomšek “teneva sempre presente dinanzi a sé l'uomo nella sua situazione concreta, e sapeva guardare alle difficoltà, alle angustie, alle povertà della persona, come pure alle sue gioie, alle sue risorse, alle sue tensioni ideali. Ora tocca a voi imitarlo. Fatelo camminando insieme, traendo la forza di questa profonda comunione dall’ascolto assiduo della Parola e dalla devota partecipazione all’Eucaristia, che è la sorgente della vita della Chiesa: anzi ne è il cuore. Siate docili allo Spirito Santo, perché Egli vi “rivesta di potenza dall’alto” (cf Lc 24, 49), e possiate dedicarvi con entusiasmo, come i primi discepoli, all’opera della nuova evangelizzazione”.

Dopo la conferenza il cardinale Stella ha celebrato la Santa Messa nella basilica di Maria Madre di Misericordia, e la misericordi di Maria è stata il modello indicato dal Prefetto per i sacerdoti. “Anche tra sacerdoti- ha detto Stella-  siamo chiamati a donarci la misericordia di Dio a vicenda; quanto duri sappiamo essere tra noi, quando mettiamo l’essere fratelli nel sacerdozio in fondo alle nostre priorità spirituali! O quante volte siamo più preoccupati di avere ragione, o almeno di non avere torto, piuttosto che di farci capire da un confratello e di ricostruire la comunione con lui! In questi casi la misericordia diventa la strada maestra che conduce al perdono reciproco, perché ci aiuta a vedere il fratello come Dio lo vede, cioè più prezioso e importante di qualunque sbaglio o peccato possa aver commesso ai nostri occhi”.

 

 

 

 

 

Ti potrebbe interessare