Il Cardinale Vlk: tenacia e fedeltà oltre la persecuzione

L'Arcivescovo emerito di Praga, perseguitato dal comunismo cecoslovacco, moriva esattamente 5 anni fa

Il Cardinale Vlk
Foto: Wikimedia Commons
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Esattamente 5 anni fa moriva ad 84 anni il Cardinale ceco Miloslav Vlk, Arcivescovo emerito di Praga e simbolo della Chiesa perseguitata dai regimi comunisti dell’Europa Orientale.

Nato il 17 maggio 1932 nell’allora Cecoslovacchia, venne ordinato presbitero nel 1968.

Nel 1978 il regime cecoslovacco gli ritirarono l'autorizzazione statale a svolgere l'ufficio sacerdotale: per oltre 10 anni esercitò il proprio ministero clandestinamente, alternandolo al mestiere di lavavetri.

Caduto il comunismo, Papa Giovanni Paolo II lo ha eletto Vescovo di České Budějovice nel marzo 1990. Il 27 marzo  dell’anno seguente è stato promosso Arcivescovo di Praga e conseguentemente primate di Boemia.

Legato al Movimento dei Focolari, dal 1993 al 2001 ha ricoperto l'incarico di Presidente del Consiglio delle Conferenze Episcopali d'Europa. Dal 1992 al 2000 è stato Presidente della Conferenza Episcopale della Repubblica Ceca.

Nel concistoro del 1994 Giovanni Paolo II lo ha creato Cardinale di Santa Romana Chiesa, del titolo di Santa Croce in Gerusalemme.

Nel 2010 Papa Benedetto XVI ha accettato la sua rinuncia per raggiunti limiti d'età.

Papa Francesco lo ha ricordato come un vescovo tenace e fedele che "nonostante le privazioni e le persecuzioni contro la Chiesa e la sua feconda e molteplice attività apostolica animata dal desiderio di testimoniare a tutti la gioia del Vangelo, promuovendo un autentico rinnovamento ecclesiale fedele sempre docile alle ispirazioni dello Spirito Santo". 

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