Il convegno dei formatori, l'esperienza dei laboratori

I Laboratori del corso per formatori
Foto: Congregazione per la Vita Consacrata
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Proseguono i lavori del corso per formatori promosso dalla Congregazione per la vita Consacrata, con l’esperienza dei laboratori. “Il laboratorio è uno spazio dinamico in cui cercheremo di integrare i nostri saperi e le nostre prassi operative su un tema specifico» - ha spiegato Sr Nicla Spezzati, ASC; Sottosegretario della Congregazione per gli Istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica, presentando l’esperienza dei laboratori - «Il laboratorio, infatti, consente di classificare e di valutare le esperienze che i partecipanti portano con sé come bagaglio prezioso”.

Cinquantadue i ‘laboratori’ che si sono formati nel pomeriggio, numerose le tematiche affrontate: ‘i giovani aspiranti alla vita consacrata’, ‘la formazione alla comunicazione nell’era digitale’, ‘i poveri agenti della formazione’, ‘complementarietà e reciprocità femminile-maschile nella Vita consacrata’, ‘il dialogo con le culture e inculturazione nella formazione’... Sui tanti argomenti proposti i formatori si sono confrontati, hanno condiviso esperienze per cercare di interpretare il vissuto formativo, di ricavarne linee di chiarimento, di discernimento e di ispirazione verso il futuro.

L’esperienza ha voluto offrire uno sguardo di osservazione e di interpretazione delle questioni proposte, essere “un punto di incontro e di raccordo riflessivo tra teoria e pratica, tra verifica di sé come formatore e verifica dei risultati di formazione circa il tema”.

Nel mettere in comune le esperienze, le problematiche, le provocazioni presenti nei cammini formativi, è risuonato l’invito alla speranza: “cerchiamo – ha ribadito Sr Nicla - di riconoscere nei cammini quotidiani, inevitabilmente angusti e grigi, tessuti di problemi, Colui in cui abbiamo posto la nostra speranza e che compie la nostra gioia “Dove ci sono i consacrati sempre c’è gioia”, dice il Santo Padre Francesco, ossia ci sono uomini e donne che nella storia riconoscono il Vivente”.

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