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Il pane di Sant'Antonio

Ieri la grande festa dedicata al Santo francescano

 | GG ACISTAMPA
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Il 13 giugno 1231 spirava a Padova padre Antonio da Lisbona. Aveva appena trentasei anni. Sacerdote, predicatore e professore di teologia, il nome del santo è legato alla grande capacità di ascolto e di divulgazione del vangelo che nella sua esistenza fu grande. Già sacerdote e membro dei canonici regolari di Sant'Agostino a Coimbra lascia tutto per farsi frate minore.

Una vita spesa nella predicazione e nella povertà ed umiltà, richieste dalla Regola di San Francesco si fa prossima alle necessità dei piccoli servendoli con amore e dedizione.

Leggendo le fonti storiche si comprende il grande amore per il prossimo, che animava la vita del  presbitero. Seppur impegnato in moltissimi incarichi, tra cui l'insegnamento universitario e la guida di una Provincia dell'Ordine rimase sempre un uomo semplice come il vangelo chiede e dedito a quella carità che in lui fu vita.

Di carattere sereno e riflessivo fu amico di tutti, e chi ebbe il dono di avvicinarlo ne rimpianse le grandi doti di empatia e generosità.

Grande è stato l'influsso del santo nella storia del suo mondo: dalla lotta contro l'usura ai tantissimi miracoli che portano il proprio sigillo.

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Da Padova città nella quale morì e si diffuse il culto, fino ai confini del mondo il nome del santo è lungamente pregato per il suo amore alla misericordia di Dio che scende nelle tantissime  richieste a favore del popolo di Dio.

Tante le grazie ottenute per intercessione del francescano in nome della bontà e della misericordia di Dio. Dalle inspiegabili guarigioni a tanto altro, tutto parla di quella fede che produce bontà e nuova vita dietro i passi del Cristo.

L'adesione al vangelo, la ricerca di Dio e quel vivere per i fratelli sono il testamento del religioso  portoghese che, ancora, oggi si presenta attuale ed indispensabile nella vita di tutti i giorni.

Tanta la devozione al santo che in molte chiese la festa viene celebrata con intensità ed autentica fede.

Nella parrocchia di San Gioacchino in Prati,  a Roma, ieri la solennità è stata vissuta con particolare attenzione ed amore. Diverse le iniziative, tra cui la distribuzione del pane, la recita della preghiera composta dai Frati della basilica di Padova e la benedizione con la reliquia hanno accompagnato la Sante Messe.

La tradizione del cosiddetto pane di Sant'Antonio è dovuta ad uno dei tanti miracoli, attribuiti dal santo: un bambino cadde in un recipiente d'acqua, annegando. La madre con fede e perseveranza continuò a pregare, per intercessione del frate, facendo voto che se il bambino si fosse salvato avrebbe donato tanto pane quanto il peso del piccolo. Il bambino, prodigiosamente, ritornò in vita e da quel giorno è tradizione che nella festa del tredici giugno si benedica e si doni il pane.

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Nella cappella del Portogallo del tempio romano, si venera una antica effige del taumaturgo, con in mano il pane benedetto ed il Bambino Gesù che guarda i fedeli invitandoli all'amore per il Regno dei cieli presente nel cuore dell'uomo.

Diversi pensieri sulla testimonianza ed il messaggio antoniano ricorderanno gli esempi di vita e quello speciale amore al vangelo, amato e concretamente realizzato.

Grande e sentita nella città di Roma la festa di Sant'Antonio rappresenta un punto di incontro del francescanesimo vicino ai fratelli che si ritrovano per lodare e ringraziare Dio per aver donato alla sua Chiesa questo grande religioso dal cuore di Padre.