Il Papa a Hiroshima: "La bomba atomica è un crimine. Saremo giudicati per questo"

Papa Francesco al Parco del Memoriale per la Pace a Hiroshima. "Con convinzione desidero ribadire che l’uso dell’energia atomica per fini di guerra è, oggi più che mai, un crimine"

Papa Francesco a Hiroshima incontra le vittime della bomba atomica
Foto: Vatican Media / ACI Group
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Il Parco del Memorale della pace di Hiroshima sorge proprio nel luogo in cui quel 6 agosto 1945 esplose la bomba atomica. Papa Francesco arriva al Memoriale intorno alle 18.40 ( 10.40 di Roma),  lo aspettano circa 1300 persone tra fedeli, leader religiosi e vittime di quel terribile ordigno.

Quel Parco ad Hiroshima dal 1966 è divenuto Patrimonio dell'Umanità dell'Unesco, come simbolo della forza più distruttiva mai creata dall'umanità, della speranza per la pace nel mondo e per l'eliminazione definitiva di tutte le armi nucleari. La bomba atomica ad Hiroshima uccise all'istante circa 80.000 persone. Entro la fine dell'anno gli infortuni e le malattie da radiazioni portarono il numero totale delle vittime a 140.000.

Papa Francesco nella piazza principale del Parco firma il Libro d'Onore, saluta le vittime e i 20 leader presenti. Il suono della campana suggella il momento, come a ricordare quel tragico istante in cui il mondo intero conobbe la brutalità delle armi nucleari. Oggi sulle campane della pace della Cattedrale di Hiroshima c'è scritto: "Le armi della guerra ora suonano il richiamo della pace". Papa Francesco poi, accende una candela per tutte le vittime.

Francesco ascolta la dura testimonianza di due vittime. Yoshiko e Kojí raccontano gli effetti devastanti dell'energia atomica; loro non sono morti, ma i loro cari si e soprattutto a causa delle radiazioni combattono da sempre contro cancro e leucemia.

 Successivamente il Pontefice, nel suo discorso ai presenti, lancia al mondo intero un messaggio: "Qui, di tanti uomini e donne, dei loro sogni e speranze, in mezzo a un bagliore di folgore e fuoco, non è rimasto altro che ombra e silenzio. Appena un istante, tutto venne divorato da un buco nero di distruzione e morte. Da quell’abisso di silenzio, ancora oggi si continua ad ascoltare il forte grido di coloro che non sono più. 

Provenivano da luoghi diversi, avevano nomi diversi, alcuni di loro parlavano diverse lingue. Sono rimasti tutti uniti da uno stesso destino, in un’ora tremenda che segnò per sempre non solo la storia di questo Paese, ma il volto dell’umanità".

 Oggi, Hiroshima, dopo essere stata proclamata Città della Pace dal Parlamento Giapponese nel 1949, è diventata un centro di conferenze internazionali sulla pace e sulle questioni sociali. Si vuole ricordare il dolore per trasformarlo in testimonianza di pace. "Ho sentito il dovere di venire in questo luogo come pellegrino di pace, per rimanere in preghiera, ricordando le vittime innocenti di tanta violenza, portando nel cuore anche le suppliche e le aspirazioni degli uomini e delle donne del nostro tempo, specialmente dei giovani, che desiderano la pace, lavorano per la pace, si sacrificano per la pace. Sono venuto in questo luogo pieno di memoria e di futuro portando con me il grido dei poveri, che sono sempre le vittime più indifese dell’odio e dei conflitti", proclama il Papa.

"Con convinzione desidero ribadire che l’uso dell’energia atomica per fini di guerra è, oggi più che mai, un crimine, non solo contro l’uomo e la sua dignità, ma contro ogni possibilità di futuro nella nostra casa comune - ecco l'appello del Pontefice-  L’uso dell’energia atomica per fini di guerra è immorale. Saremo giudicati per questo. Le nuove generazioni si alzeranno come giudici della nostra disfatta se abbiamo parlato di pace ma non l’abbiamo realizzata con le nostre azioni tra i popoli della terra. Come possiamo parlare di pace mentre costruiamo nuove e formidabili armi di guerra? Come possiamo parlare di pace mentre giustifichiamo determinate azioni illegittime con discorsi di discriminazione e di odio?".

Per Francesco "la vera pace può essere solo una pace disarmata". "Ricordare, camminare insieme, proteggere. Questi sono tre imperativi morali che, proprio qui a Hiroshima, acquistano un significato ancora più forte e universale e hanno la capacità di aprire un vero cammino di pace. Di conseguenza, non possiamo permettere che le attuali e le nuove generazioni perdano la memoria di quanto accaduto, memoria che è garanzia e stimolo per costruire un futuro più giusto e fraterno; ricordo che si diffonde, per risvegliare le coscienze di tutti gli uomini e le donne, specialmente di coloro che oggi svolgono un ruolo speciale per il destino delle nazioni; memoria viva che aiuti a dire di generazione in generazione: mai più!", conclude il Papa con queste parole che lascio al mondo come pellegrino nel Parco del Memoriale della pace di Hiroshima.

Papa Francesco ora lascia Hiroshima per raggiungere Tokyo. Saranno le ore 22 quando sarà alla Nunziatura Apostolica di Tokyo per riposare, a Roma saranno le 14. Domani lo attende un'altra giornata piena di incontri in Giappone. 

 

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