Il Papa ai giovani colombiani: “In voi c’è il potenziale per costruire la nazione sognata”

Il Papa si affaccia dal Palazzo Cardinalizio a Bogotà
Foto: David Ramos, ACI prensa
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E’ il secondo appuntamento importante della giornata di Papa Francesco a Bogotà: la visita alla Cattedrale primaziale e metropolitana. Il Papa viene accolto dal Cardinale Primate e dal Capitolo Metropolitano che gli presentano le Reliquie di Santa Elisabetta d’Ungheria, conservate nella Chiesa.

Ma il momento più emozionante è davanti al quadro di “Nuestra Señora de Chiquinquirá”. Una preghiera silenziosa, lunga più di 7 minuti e la deposizione di un rosario d’oro davanti al quadro della Vergine più venerata in Colombia. Infine per il Papa, la firma del Libro d’Onore. Lo fa con la stessa penna con cui Papa Pio IX firmò la bolla dell'Immacolata Concezione.

La Cattedrale di Bogotà si trova nella piazza Bolívar sulla quale si affacciano pure la Cappella del Sagrario, il Palazzo Arcivescovile, il municipio, il Palazzo di Giustizia e la sede del Parlamento. Così Papa Francesco raggiunge il Palazzo Cardinalizio e dal balcone saluta i fedeli riuniti nella Piazza Bolivar.

“La pace sia con voi!”.  Ripete Francesco più volte salutando i presenti. “Questa – spiega il Pontefice- era l’espressione di saluto di ogni ebreo e anche di Gesù. Ho desiderato venire fin qui come pellegrino di pace e di speranza, e desidero vivere questi momenti di incontro con gioia, ringraziando Dio per tutto il bene che ha compiuto in questa Nazione, nella vita di ogni persona”.

Il Papa ricalca il suo impegno di “banditore di pace” in Colombia: “Vorrei condividere con voi la verità più importante: che Dio vi ama con amore di Padre e vi incoraggia a continuare a cercare e a desiderare la pace, quella pace che è autentica e duratura”.

Francesco si rivolge poi direttamente ai giovani: “Che cosa dunque potrebbe impedirvi di cambiare questa società e realizzare i vostri propositi? Non temete il futuro! Osate sognare grandi cose! A questo grande sogno, oggi vi voglio invitare”.

"Il Signore abbraccia tutti e tutti siamo importanti e necessari per lui", grida forte il Pontefice. Sono tanti ad essere presenti nella piazza più importante di Bogotà, il Papa ascolta il loro grido di gioia: "Questa confusione, la possono fare solo i giovani".

"Per favore non fate cose piccole, volate in alto e sognate grandi cose", esorta ancora a braccio il Pontefice argentino.

Il Papa conosce le sofferenze dei giovani colombiani: “Siete nati in ambienti dove la morte, il dolore, la divisione sono penetrate tanto a fondo da lasciarvi quasi nauseati e come anestetizzati: lasciatevi ferire e mobilitare dalla sofferenza dei vostri fratelli colombiani! E aiutate noi anziani a non abituarci al dolore e all’abbandono”.

Per il Pontefice argentino i giovani “hanno una speciale sensibilità per riconoscere la sofferenza degli altri e quella d comprendere". E poi risulta loro “molto facile incontrarsi”. "Da che ora siete qui?", domanda affettuosamente il Papa. "Voi praticate cosi bene la cultura dell'incontro", dice Francesco.

I giovani sono inoltre molto capaci di perdonare. “Voi ci aiutate in questo intento di lasciarci  - spiega il Papa - alle spalle quello che ci ha offeso, nel guardare avanti senza l’ostacolo dell’odio, perché ci fate vedere tutta la realtà che abbiamo davanti, tutta la Colombia che desidera crescere e continuare a svilupparsi; quella Colombia che ha bisogno di tutti e che noi anziani dobbiamo consegnare a voi”.

Infine i giovani sanno “affrontare l’enorme sfida di aiutarci a risanare il nostro cuore”.  “Che le vostre aspirazioni e progetti – qui l’augurio del Papa - diano ossigeno alla Colombia e la riempiano di salutari utopie. Andate avanti, non abbiate paura. Sono sicuro che in voi c’è il potenziale necessario per costruire la nazione che abbiamo sempre sognato”.

Alla fine il Papa ha dato la benedizione a tutti i presenti.

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