Il Papa chiamerà le famiglie a portare il Vangelo nelle periferie

I coniugi Davieu, che oggi riceveranno il Vangelo dalle mani di Papa Francesco
Foto: Andrea Gagliarducci / ACI Group
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Un Vangelo per la famiglia, da portare alle famiglie delle periferie. Durante la Messa che il Papa celebrerà questo pomeriggio, sul Benjamin Franklin Parkway (si attendono dalle 600 mila al milione di persone) cinque famiglie dai cinque continenti, più una proveniente dalla Siria, riceveranno dalle mani di Francesco il Vangelo di Luca. Successivamente ciascuno di loro riceverà 150 mila copie del Vangelo. Con l’impegno sarà quello di portare questo Vangelo nelle periferie delle loro città.

Sylvie e Christoph Davieu vengono da Marsiglia. Sono sposati da 31 anni (lui aveva 26 anni quando si sono sposati, lei 21), hanno quattro figli, e saranno incaricati di portare il Vangelo alle periferie di Marsiglia, città di porto, multietnica, difficile. Come è difficile la Francia, dove un grande movimento come la Manif Pour Tous si è opposto in piazza alla legge Mariage Pour Tous, che legalizza i matrimoni gay. Per questo, viene naturale pensare che il messaggio che vogliono dare queste famiglie è anche attuale.

Ma non la pensa così Christoph Davieu. “Non c’è un particolare legame con l’attualità.” Spiega, Christoph Davieu, che il messaggio del Papa “non è particolarmente nuovo, ma lui ha la peculiarità di dirlo in un modo che è comprensibile a tutti. Io credo che ogni Papa appartenga alla sua epoca, ma questo non significa che il messaggio della Chiesa debba essere particolarmente cambiato.”

Per quanto riguarda la sua vita personale, “non è cambiato molto. Io ho avuto la fortuna di vivere la misericordia di Dio nella mia famiglia, l’ho interiorizzata in famiglia, e quindi non sono sorpreso dalle parole del Papa.” Certo, aggiunge, “ci si deve ricordare che il Papa può sorprendere, ma quello che dice non è rivolto solo al mondo occidentale, è rivolto al tutto il mondo.”

Vengono da Marsiglia (Francia), Hanoi (Vietnam), Kinshasa (Repubblica Democratica del Congo), Sydney (Australia), La Habana (Cuba) e Damasco (Siria), e rappresentano ognuno un segnale per il loro continente. Non c’è un criterio preciso per cui si sono scelte queste città, o queste persone, ma il Pontificio Consiglio per la Famiglia ha pescato tra quanti erano impegnati nella vita cristiana, e in località con le periferie.

L’iniziativa è del Pontificio Consiglio delle Famiglie. Che non solo ha voluto guardare alle periferie, raccogliendo l’invito di Papa Francesco. Ha voluto anche unire all’iniziativa per le periferie la preoccupazione per i cristiani perseguitati. Per questo, alla rappresentanza dei cinque continenti, si è aggiunta una famiglia siriana. Con l’occasione, sarà lanciata una raccolta fondi per fornire riscaldamento a 6 mila famiglie siriane, dato che l’inverno si avvicina e la guerra nella zona non accenna a diminuire.

La raccolta fondi – che inizierà a partire dal 28 settembre - viene fatta in collaborazione con la Catholic Near East Welfare Association (CNEWA), una associazione fondata da Pio XI nel 1926, che lavora a fianco delle Chiese orientali e cerca di provvedere ai loro bisogni.

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