Il Papa: il cristiano non deve avere un'anima ristretta

Papa Francesco celebra la messa a Santa Marta
Foto: Osservatore Romano / Aci group
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Passato, presente e futuro, la lettura del passo della lettera agli Ebrei proposta oggi da Francesco nella messa del mattino a Casa Santa Marta si basa sulla memoria.

Ricordare per non avere paura e non essere pusillanimi, dice il Papa. Come riporta la Radio Vaticana Francesco dice che “non si capisce la vita cristiana, anche la vita spirituale di ogni giorno, senza memoria. Non solo non si capisce: non si può vivere cristianamente senza memoria. La memoria della salvezza di Dio nella mia vita, la memoria dei guai miei nella mia vita; ma come il Signore mi ha salvato da questi guai? La memoria è una grazia: una grazia da chiedere. ‘Signore, che io non dimentichi il tuo passo nella mia vita, che io non dimentichi i buoni momenti, anche i brutti; le gioie e le croci’. Il cristiano è un uomo di memoria”.

Ma c’’è il passaggio al futuro e la speranza di incontrare Dio  “è una vita in tensione, tra la memoria e la speranza, il passato e il futuro”.

E se anche il presente sembra doloroso “andiamo avanti con coraggio e con pazienza. Non restiamo lì, fermi, perché questo non ci farà crescere” perché il peccato più grande è la pusillanimità: “E’ un peccato che non ti lascia andare avanti per paura”, mentre Gesù dice: “Non abbiate paura”. Pusillanimi sono “quelli che vanno sempre indietro, che custodiscono troppo se stessi, che hanno paura di tutto”. Ovviamente senza dimenticare la prudenza che è una virtù teologale, ma non si deve essere “anime ristrette per conservarsi”.

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