Il Papa: “Il Presepe, un invito a far posto a Dio nella società”

Un momento della udienza
Foto: Osservatore Romano/ Aci Group
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Cosa è il Presepe per Papa Francesco? È un “invito a far posto a Dio nella nostra società, spiega il Papa, incontrando i donatori dell’albero di Natale e del Presepe di piazza San Pietro.

Un incontro che avviene in anticipo di mezzora. L’albero di Natale viene dal Trentino, il Presepe viene da Malta. Il Papa fa i ringraziamenti di rito, ricorda che “il Presepe è opera dell’artista di Gozo Manwel Grech, riproduce il paesaggio maltese, ed è completato dalla tradizionale croce di Malta e dal “luzzu”, tipica imbarcazione maltese, che richiama anche la triste e tragica realtà dei migranti sui barconi diretti verso l’Italia”.

Non può mancare il pensiero del Papa ai migranti, nella cui esperienza dolorosa rivediamo – dice – “quella del bambino Gesù, che al momento della nascita non trovò alloggio e venne alla luce nella grotta di Betlemme; e poi fu portato in Egitto per sfuggire alla minaccia di Erode”.

Il Papa spiega che chi visita il presepe è invitato a riscoprirne il valore simbolico, che è “un messaggio di fraternità, di condivisione, di accoglienza e di solidarietà”, e ricorda che “anche i presepi allestiti nelle chiese, nelle case e in tanti luoghi pubblici sono un invito a far posto nella nostra vita e nella società a Dio, nascosto nel volto di tante persone che sono in condizioni di disagio, di povertà e di tribolazione”.

Quindi, il Papa si sofferma sull’albero di Natale che proviene dai boschi di Scurelle, in panorami così belli che rappresentano anche loro “un invito a contemplare il Creatore e a rispettare la natura, opera delle sue mani”.

Il Papa invita a guardare al presepe e l’albero con “stupore contemplativo”, perché questi formano “un messaggio di speranza e di amore, e aiutano a creare il clima natalizio favorevole per vivere con fede il mistero della Nascita del Redentore, venuto sulla terra con semplicità e mitezza”.

Conclude il Papa: “Lasciamoci attrarre, con animo di fanciulli, davanti al presepe, perché lì si comprende la bontà di Dio e si contempla la sua misericordia, che si è fatta carne umana per intenerire i nostri sguardi”.

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