Il Papa prosegue il rinnovamento delle Università ecclesiastiche

La presentazione del documento Veritatis gaudium
Foto: Daniel Ibanez/ CNA
Facebook Twitter Google+ Pinterest Addthis

Benedetto XVI voleva “allargare gli spazi di razionalità” e  “coniugare tra loro la teologia, la filosofia, e le scienze, nel pieno rispetto dei loro metodi propri e della loro reciproca autonomia”. E oggi arriva un documento preciso sulla applicazione di un metodo che possa essere funzionale per tutte  le istituzioni educative ecclesiale.

Il documento “ Veritatis gaudium, circa le università e le facoltà ecclesiastiche” rinnova la visione della Sapientia christiana e la aggiorna secondo il più recente magistero. Quello di Benedetto XVI e quello di Papa Francesco, in particolare secondo la Evangelii gaudium e la Laudato si. 

Un documento "politico" che indica la linea da seguire, ma soprattutto una serie di concrete indicazioni. 

Le novità principali sono le conferma del lavoro dell’ AVEPRO, l’Agenzia per la Valutazione e la Promozione della qualità, creata nel settembre 2007 da Papa Benedetto XVI per il Processo di Bologna  e che ora viene inserita nelle norme costituzionali.

E questo è necessario, come ha spiegato monsignor Zani segretario della Congrgazione per la Eucazione cattolica, perché la Santa Sede aderisce a Convenzioni e accordi internazionali attraverso i quali il sistema degli studi ecclesiastici può entrare in dialogo con la cultura accademica in generale; inoltre può garantire anzitutto all’interno, ma soprattutto all’esterno del proprio sistema di studi la qualità dell’offerta formativa, come del resto si sta facendo oggi in tutti i paesi del mondo.

Entra con forza anche lo scenario dell’ insegnamento a distanza che va ovviamente normata per cui “Una parte dei corsi può essere svolta nella forma di insegnamento a distanza, se l’ordinamento degli studi, approvato dalla Congregazione per l’Educazione Cattolica, lo prevede e ne determina le condizioni…”.

Altra novità anche l’impegno verso il dilagante fenomeno dei rifugiati e profughi. Per cui ogni Facoltà deve provvedere “a determinare negli Statuti anche procedure per valutare le modalità di trattamento dei casi di rifugiati, profughi e persone in situazioni analoghe sprovvisti della regolare documentazione richiesta”.

C’è poi la realtà del Diploma Supplement, per descrivere i contenuti acquisiti e rendere facili i trasferimenti. Nuova anche la indicazione per cui vanno sviluppati i centri di ricerca.

In totale nel mondo ci sono 289 Facoltà ecclesiastiche sono 289 e le Istituzioni collegate sono 503, per un totale di 792 Istituti, il totale degli studenti è di 64.500. Il totale dei docenti è di 12.000. Ci sono poi Università Cattoliche 1.365 con Facoltà di tutti i tipi di discipline che sono create nei vari paesi del mondo sulla base delle legislazioni locali e non fanno parte delle Università ecclesiastiche.

Dopo la pubblicazione del documento verrà pubblicata una Lettera Circolare della Congregazione per l’Educazione Cattolica che indicherà gli orientamenti specifici da seguire per l’applicazione delle nuove normative di Veritatis gaudium e delle relative Ordinationes. Verranno dati due anni di tempo cioè fino all’8 dicembre 2019 affinché le Facoltà e le altre istituzioni ecclesiastiche possano aggiornare gli Statuti e i programmi di studio che recepiscano le nuove disposizioni.

Ci saranno incontri continentali pet spiegare le nuove norme e saranno il 3-4 maggio a Roma per l’Europa, il Nord America e il Medio Oriente; in novembre a Bogotà con il CELAM per l’America Latina; nel marzo 2019 a Nairobi per l’Africa.

Altro impegno la distribuzione delle specializzazioni degli studi ecclesiastici soprattutto i secondi e terzi cicli secondo le esigenze della nuova evangelizzazione ed i criteri della nuova Costituzione.

Inoltre ci sarà ancora un lavoro di riordino delle facoltà romane.

Il testo si compone di una prima parte in cui il Papa spiega i criteri ispiratori, poi le norme comuni e poi le norme speciali, il testo prosegue con il Proemio della Sapientia christiana del 1979 e poi con le norme applicative che ogni istituì dovrà seguire.

Il documento del Papa nasce dalla consapevolezza e dalla decisione "d’ingaggiarsi in un processo lungo e rigoroso- ha spiegato Piero Coda- necessario sia nel far rete tra le diverse istituzioni, sia nel mettere a fuoco la loro identità e nel ripensare l’architettura e la dinamica metodica dei curricula, sia ancor più nel dare impulso alla ricerca scientifica, dotandosi di centri specializzati di approfondimento delle più rilevanti questioni all’ordine del giorno in rapporto con i diversi ambiti scientifici. È questa, tra le altre cose, un’istanza che emerge con specifica rilevanza dalla Veritatis gaudium".

Ti potrebbe interessare