Il Papa: “Vicino ai malati come Gesù: con il silenzio, con una carezza, con la preghiera”

Papa Francesco con i piccoli malati
Foto: Episkopat news
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Prosegue la terza giornata di Papa Francesco a Cracovia per la GMG 2016. Nel pomeriggio il Pontefice visita l’Ospedale Pediatrico Universitario (UCH) a Prokocim, dove incontra 50 piccoli degenti insieme ai loro genitori. Noto per la qualità e l’efficienza delle sue cure, l’Ospedale di Prokocim è uno dei più importanti della Polonia. Tratta ogni anno circa 30.000 bambini ricoverati e 200.000 ambulatoriali e anche San Giovanni Paolo II lo visitò nel 1991.

Francesco viene accolto dal Primo Ministro della Polonia Beata Maria Szydło e dal Direttore della struttura sanitaria. Ma l’incontro più emozionante è con i piccoli bambini ricoverati nella struttura.

“Vorrei poter stare un po’ vicino ad ogni bambino malato – esclama il Papa nell’incipit del suo discorso- accanto al suo letto, abbracciarli ad uno ad uno, ascoltare anche solo un momento ciascuno di voi e insieme fare silenzio di fronte alle domande per le quali non ci sono risposte immediate. E pregare”.

Il Papa dona all’Ospedale Pediatrico Universitario un quadro dell’artista Pietro Casentini “Davanti alla Porta”. L’opera raffigura un momento della vita di Cristo suggeritogli da un frate archeologo di Cafarnao; si tratta di San Pietro, che insieme agli altri discepoli fronteggia la calca di malati in cerca del Cristo, che si intravede dietro la porta di una casa. “Casentini - si legge in una nota della sala stampa Vaticana - organizza la scena accostando le figure come in un ventaglio, affinché possano essere osservate attentamente una ad una”.

“Quanto vorrei che – continua il Papa nel suo discorso - come cristiani, fossimo capaci di stare accanto ai malati alla maniera di Gesù, con il silenzio, con una carezza, con la preghiera. La nostra società è purtroppo inquinata dalla cultura dello “scarto”, che è il contrario della cultura dell’accoglienza. E le vittime della cultura dello scarto sono proprio le persone più deboli, più fragili; e questa è una crudeltà. È bello invece vedere che in questo Ospedale i più piccoli e bisognosi sono accolti e curati”. Il Papa esorta tutti a “mettere al centro dell’attenzione sociale e politica le persone più svantaggiate”.

Francesco è molto colpito dall’efficienza, ma soprattutto dalla tenerezza delle cure di questo Ospedale verso i bambini e afferma: “Da questo luogo in cui si vede l’amore concreto, vorrei dire: moltiplichiamo le opere della cultura dell’accoglienza, opere animate dall’amore cristiano, amore a Gesù crocifisso, alla carne di Cristo. Servire con amore e tenerezza le persone che hanno bisogno di aiuto ci fa crescere tutti in umanità; e ci apre il passaggio alla vita eterna: chi compie opere di misericordia, non ha paura della morte”.

Fede, speranza e amore. Sono queste le parole con cui anche il Primo Ministro della Polonia ha caratterizzato il lavoro di chi ogni giorno aiuta i piccoli nelle loro battaglia per la vita.

Il Papa conclude il suo discorso proprio con un pensiero speciale al personale medico: “Incoraggio tutti coloro che hanno fatto dell’invito evangelico a “visitare gli infermi”, tutti gli operatori sanitari, come pure i cappellani e i volontari. Il Signore vi aiuti a compiere bene il vostro lavoro, in questo come in ogni altro ospedale del mondo.”

Un saluto particolare del Papa è anche alle suore, alle tante suore che spendono la loro vita negli ospedali. Il Papa ha benedetto poi tutti i presenti e ha invocato la protezione della Madonna. Ad ogni bambino singolarmente regala una carezza, un sorriso, uno sguardo. I bambini a loro volta gli regalano un disegno, un loro ricordo.

Papa Francesco prosegue, in forma strettamente privata, la visita ad alcune corsie del Reparto Emergenze, intrattenendosi con i genitori di alcuni piccoli pazienti. Infine raggiunge la Cappella e sosta in preghiera silenziosa davanti al Santissimo. Lo aspetta poi la Via Crucis con i ragazzi nel Parco di Blonia.

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