Il presidente dell’Uruguay da Papa Francesco anche per l'apertura degli archivi

L'incontro tra il Papa e Vazquez
Foto: Presidencia de Uruguay
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Quaranta minuti di incontro, anche per parlare dell’apertura degli archivi vaticani del tempo della dittatura urugayana. Papa Farncesco e il presidente dell’Uruguay Tabaré Vazquez si incontrano per quaranta minuti, senza interprete, in un colloquio a tutto campo.

La Sala Stampa della Santa Sede comunica che “i cordiali colloqui hanno evidenziato le buone relazioni esistenti fra la Santa Sede e l’Uruguay ed il comune interesse per lo sviluppo integrale della persona, il rispetto dei diritti umani e la pace sociale”.

È stato anche evidenziato – prosegue il comunicato - “il ruolo e il contributo positivo delle istituzioni cattoliche nella società uruguaiana, specialmente nella promozione umana, nella formazione e nell’assistenza ai più bisognosi”. È un passaggio importante, perché l’Uruguay è il Paese più secolarizzato dell’America Latina, tanto che anche recentemente una campagna in cinque mosse della Chiesa cattolica locale, con l’appoggio del Papa, punta a far tornare la festa del Natale nel calendario civile, perché fino ad ora si chiama “Festa della Famiglia” (così come la Settimana Santa è la Settimana del Turismo.

Il presidente è poi andato dal Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato. La Sala Stampa vaticana sottolinea che “nel prosieguo delle conversazioni ci si è soffermati sulla situazione politica nazionale e regionale, con speciale riferimento allo sviluppo delle istituzioni democratiche e alla situazione sociale ed umanitaria del continente”.

Il presidente era accompagnato da uno dei figli, due segretari e dalla moglie Maria Auxiliadora Delgado. “Quanto tempo è passato”, ha detto il Papa al presidente, e poi ha commentato di aver ascoltato l’ex presidente Mujica – amico di lunga data di Bergoglio – commentare la Evangelii Gaudio in radio.

Il Papa ha donato al presidente il medaglione della pace e l’Evangelii Gaudium, la Laudato Si e l’Amoris Laetitia, mentre il presidente ha regalato al Papa una ametista uruguayana.

Durante l’incontro, secondo fonti della presidenza si è parlato anche della possibilità dell’apertura degli archivi vaticani del periodo della dittatura uruguayana, che è durata dal 1973 al 1985. Il Papa si è sempre mostrato disponibile.

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