Il silenzio eloquente del cardinale Sarah

Il libro in edizione tedesca
Foto: Daniel Ibanez/ CNA
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C’è tutto il mondo certosino nella “ Forza del silenzio “ del cardinale Sarah, ma c’è anche una riflessione sull’oggi, sul quotidiano della gente comune che nel silenzio deve trovare il luogo per incontrare Dio.

Il libro che il cardinale africano ha scritto ancora una volta a quattro mani con Nicola Diat è composto da una serie di pensieri sul silenzio guidati dai testi dei Padri della Chiesa, dai grandi santi e dai pontefici. Ma non si tratta di spiritualità astratta. Anzi. Sarah riesce a coinvolgere la cronaca dei nostri tempi. E la domanda del cardinale è: che cosa diventerà il nostro mondo se l’uomo non cercherà lo spazio per il silenzio? E non solo il silenzio in rapporto con il sacro. Ma anche quel cercare se stessi di cui l’essere umano ha bisogno per poter scegliere la sua vita, la sua strada senza essere strattonato dal volere altrui.

Il libro che in edizione francese è uscito a fine 2016, arriva ora alla edizione tedesca dopo aver visto  anche la versione inglese, portoghese e italini edita da Cantagalli. In tedesco la prefazione è del Papa emerito Benedetto XVI cui il libro è dedicato insieme ad un altro grande personaggio monsignor Tchidimbo, vescovo, come Sarah, di Conakry “prigioniero e vittima di una dittatura sanguinaria”.

Il silenzio dei martiri è anche uno dei temi che il cardinale affronta, ricordando i martiri di oggi che hanno mostrato una dignità silenziosa. Al vescovo Tchidimbo è stato proibito di parlare durante la prigionia, i martiri tramite il silenzio portano la loro testimonianza.

Ma per Sarah è anche vero che “il silenzio è una barriera che ridona all’uomo una dignità”. Il cardinale parla però anche di quel silenzio colpevole di chi non chiarisce la verità della fede.

Ha parole dure per chi, avendo responsabilità nella Chiesa, tace davanti alla profanazione dell’ Eucarestia.

Passione e verità si intrecciano con liturgia e dottrina nel libro che si apre e si chiude con il silenzio della Grand Chartreuse, con quel mondo dei certosini che fanno del silenzio il valore più grande, perché è solo nel silenzio che Dio parla all’uomo.

Dio, logos, parola, che il mondo troppo spesso si dimentica di ascoltare. Dio che parla con il sacrificio di Cristo, con l’amore assoluto cui serve e basta il silenzio.

Così come serve il silenzio per i malati, i sofferenti, coloro che sono sulle sponde della morte.

E così il silenzio dei contemplativi diventa come un grido nel deserto. Le citazioni dei padri certosini si intrecciano con Tomas Merton e Papa Paolo VI, e diventa chiaro il senso del peccato che si è perso nel rumore di chi grida che tutto è permesso, e la differenza tra povero nella visione del Vangelo e misero nella realtà del mondo. “ La povertà, scrive Sarah, è una prova e una spogliazione che Dio impone a coloro che vogliono vivere in sua compagnia”. Ben altra cosa la miseria, imposta dal mondo a chi non può scegliere.

Uno spazio particolare per Papa Francesco con la sua “intuizione generosa e pastorale” e la ermeneutica dei media secolare e riduzionista. Una contrapposizione non nuova del resto.

Il pericolo del mondo di oggi è l’attivismo sfrenato, cioè infondo proprio la mancanza di silenzio, di  quel vuoto pieno di Dio che è la musica della creazione.

A presentare la edizione tedesca del libro del cardinale Sarah è stato ieri sera a Roma il Prefetto della casa Pontificia Georg Gänswein che ha portato le parole di Benedetto XVI e la sua riflessione personale. Un libro, ha detto l’arcivescovo, ancora più “radicale” del precedente “ Dio o niente”  perché affonda le radici sino a “captare la sorgente” dell’esistenza cristiana, cioè il silenzio.

E dello spirito certosino, quello spirito “dell’unico ordine al mondo che mai dovette essere riformato quello di cui la Chiesa oggi ha bisogno urgentemente più di tutto il resto per una rivoluzione del silenzio in una assolutamente necessaria riforma  in capite et in membris della Chiesa in cui da decenni e fin sull’altare stesso ‘al centro non è più la croce ma il microfono’ come nota laconicamente il cardinale”.

Il libro, dice Gänswein, “ è chiaramente niente di più e niente di meno che un invito, o meglio, una guida per essere santi e per un rinnovamento radicale della santità della Chiesa a partire dal suo centro”. Un anacronismo per eccellenza, e del resto, prosegue Gänswein, “se non fossimo anacronistici e ci conformassimo a questo tempo, mancheremmo alla nostra vocazione cristiana”.

La serata è stata introdotta dall’editore tedesco del volume Bernhard Müller che ricordato il suo impegno giovanile per la liberazione del cardinale Van Thuan e proprio di monsignor Tchidimbo cui è dedicato il libro di Sarah. Quelle prigionie nel silenzio sono state seminagioni dice Müller.

A chiudere la serata l’intervento de cardinale Sarah che ha spiegato: “ Questo libro infatti nasce dalla vita. Nasce dalla esperienza mia personale e di persone care che ho conosciuto e che, nel silenzio e proprio per il loro silenzio, hanno portato frutti immensi di santità e di carità”.

E del resto, come scrive il cardinale nel suo libro: Un cuore nel silenzio è una melodia per il cuore di Dio. La la lampada si consuma senza rumore davanti al tabernacolo, e l’incenso sale in silenzio fino al trono di Dio: tale è il suono del silenzio dell’amore”.

E’ quello il centro della Chiesa perché, come ha ricordato Gänswein, “la Madre Chiesa in realtà non  ha e non conosce alcuna periferia, avendo il suo centro e il suo cuore ovunque, di fronte ad un tabernacolo, arde giorno e notte la luce eterna”.

 

 

 

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