Il vescovo di Como Cantoni: suor Maria Laura innamorata di Gesù accanto ai giovani

Il prossimo 6 giugno la sua martire verrà beatifica a Chiavenna

Il vescovo di Como sulla tomba di Suor Laura Mainetti
Foto: Diocesi di Como
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Domenica 6 giugno allo stadio comunale di Chiavenna sarà celebrato il rito di beatificazione della venerabile Serva di Dio suor Maria Laura Mainetti, presieduto dal prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, card. Marcello Semeraro, e concelebrato dal vescovo della diocesi di Como, mons. Oscar Cantoni, insieme a molti sacerdoti.

L’arciprete di Chiavenna, mons. Andrea Caelli, ha sottolineato che la nuova beata è stata esempio di una Chiesa in ‘uscita’: “La sua è una santità che si fa formazione, che si è concretizzata nella relazione. Ha valorizzato l’universo femminile, in particolare quel mondo giovanile di cui aveva intuito le fragilità e gli affanni. Ha vissuto una spiritualità di recupero, per tutelare e promuovere il ruolo della donna, in tutte le fasce d’età. Infine è forte l’insegnamento di suor Maria Laura sul fronte delle povertà. I poveri, materiali e spirituali, per lei erano ‘il suo Gesù’. Dall’esempio di suor Maria Laura, come Chiesa e come comunità credenti, possiamo interrogarci su cosa fare nei confronti delle tante nuove forme di povertà che vediamo anche nelle fibre del territorio diocesano”.

Partendo da tale esempio abbiamo chiesto a mons. Oscar Cantoni di spiegarci cosa significa morire per dare la vita: “Morire per dare la vita significa incarnare pienamente il dono della misericordia. Vuol dire avere a cuore il bene del prossimo tanto da anteporlo a se stessi. E’ il farsi testimone, che è poi il significato della parola martire, del Vangelo, fino all’estremo sacrificio. Suor Maria Laura ha donato la vita due volte. La prima perché tutta la sua esistenza è stata segnata da una generosità profonda, assoluta, gratuita, verso chiunque chiedesse il suo aiuto. La seconda perché perdonando ha vinto con la forza del bene e dell’amore anche il più grande dei mali. Chi l’ha conosciuta ricorda che suor Maria Laura aveva un’ammirazione sincera per i martiri: proprio un mese prima della sua tragica morte seguì con grande trasporto e ammirazione la preghiera per i martiri presieduta da san Giovanni Paolo II, al Colosseo, all’inizio del Nuovo Millennio”.

Quale posto occupava l’Eucarestia nella sua vita?

“Suor Maria Laura è pane spezzato per la vita del mondo. Era solita dire: ‘Voglio farmi mangiare come Gesù Eucaristia’. Desiderava talmente tanto mettersi a servizio dei fratelli e delle sorelle, nei quali riconosceva il volto di Dio, che voleva donarsi agli altri in tutto, proprio come ha fatto Gesù nell’Eucaristia. Oltre alla Santa Messa quotidiana, suor Maria Laura dedicava molto tempo alla meditazione e all’adorazione eucaristica. Da questo punto di vista trovo davvero molto significativo il fatto che la beatificazione avvenga il prossimo 6 giugno, che non solo è il giorno anniversario della sua nascita al Cielo ma, in questo 2021, è anche la solennità del Corpus Domini”.

Chi era suor Maria Laura Mainetti?

“Teresina Mainetti (questo è il nome di battesimo della futura suor Maria Laura) nacque a Villatico di Colico, oggi in provincia di Lecco, sull’alto lago di Como, il 20 agosto 1939, decima figlia di mamma Marcellina e papà Stefano. Non ebbe una vita semplice. La madre morì poche settimane dopo averla data alla luce (per alcuni mesi fu affidata a una zia a Tartano, una valle a 1000 metri di altezza, a quei tempi raggiungibile solo a piedi) e gli stenti del tempo di guerra erano particolarmente severi per una famiglia così numerosa. Eppure tutti ne raccontano sempre la grande serenità, la gioia che sapeva trasmettere. ‘Della tua vita devi fare una cosa bella per gli altri’: questo invito, rivoltole da un sacerdote durante la confessione, Teresina lo abbracciò come progetto di vita. A 18 anni entrò nella Congregazione francese delle Figlie della Croce: nell’agosto 1959 emise i primi voti come suor Maria Laura e l’anno successivo fece la professione perpetua a La Puye, casa madre della Congregazione. Dedicò la sua vita alla missione tra i bambini, i giovani e le famiglie, a Vasto (Chieti), Roma, Parma, fino ad approdare a Chiavenna nel 1984: qui, nel 1987, divenne anche superiora della comunità”.

Perché era sempre disponibile con i giovani?

“A questa domanda lascio rispondere direttamente suor Maria Laura. Fra i suoi scritti, infatti, troviamo questa annotazione: ‘Per me i giovani sono i poveri… Sì, perché sono spesso disorientati, sradicati, plagiati, soffocano un grido di vita inespresso... Sento l’urgenza di accompagnarli e chiedere aiuto a Gesù, perché non hanno punti di riferimento’. Suor Maria Laura aveva, inoltre, una sensibilità che le nasceva dal carisma delle Figlie della Croce. A Chiavenna viveva con le giovani del Convitto, era impegnata in oratorio, nella scuola dell’infanzia, nella comunità cittadina. Insomma, aveva un osservatorio privilegiato e coglieva le inquietudini del mondo giovanile che, soprattutto in quegli anni, erano amplificate dall’avvicinarsi dell’anno 2000 che tante suggestioni evocava anche a livello sociale e culturale. Nella sua camera, ancora oggi, sono conservati intatti molti testi che suor Maria Laura aveva letto e studiato dedicati all’educazione, all’adolescenza, alla formazione delle giovani generazioni”.

Per quale motivo ha scelto la congregazione delle Figlie della Croce?

“Credo che fosse soprattutto per una questione affettiva. Suor Maria Laura conosceva bene questa famiglia religiosa, presente sia a Colico sia a Tartano, dove Teresina era cresciuta. Evidentemente le suore che ha incontrato le sono state di grande esempio. E lei amava moltissimo questa sua appartenenza: firmava scrivendo per esteso il proprio nome e aggiungendo, accanto, ‘Figlia della Croce’”.

Quale valore riveste tale beatificazione per i giovani?

“Suor Maria Laura è una figura semplice, umile, ma trasfigurata dalla grazia di Dio. I giovani mi auguro che sentano su di loro lo sguardo di tenerezza che suor Maria Laura gli ha sempre assicurato. In tanti già percepiscono questo bene: la gente ha un ‘fiuto speciale’ per riconoscere i grandi amici di Dio, come lo è stata suor Maria Laura. Nella chiesa di san Lorenzo a Chiavenna, sull’altare dove è sepolta, c’è un libro che raccoglie migliaia di firme e preghiere che ne invocano l’intercessione e l’aiuto, soprattutto per le famiglie e giovani. Infine mi auguro che colgano il messaggio di misericordia che arriva dalla vita di suor Maria Laura: essere misericordiosi, oggi, è un gesto innovativo, quasi rivoluzionario… è un esempio per tutti i giovani, chiamati a cambiare il mondo”.

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