Italia – Santa Sede, come il Vaticano attua la convenzione fiscale

La sede dell'Istituto per le Opere di Religione
Foto: CNA Archive
Facebook Twitter Google+ Pinterest Addthis

Con un provvedimento in sei articoli, la Segreteria di Stato vaticana chiarisce quale è la procedura per adempiere alla Convenzione Fiscale firmata tra Santa Sede ed Italia ad aprile 2015 e ratificata poi nella scorsa settimana dal Parlamento italiano.

La Convenzione “promuove lo scambio di informazioni ai fini fiscali tra la Santa Sede e l’Italia e agevola l’adempimento agli obblighi fiscali dei soggetti fiscalmente residenti in Italia” ed è in vigore dal 15 ottobre del 2016.

Come si devono comportare i soggetti vaticani che vogliono aderire alla Convenzione fiscale, sanando così eventuali posizioni “irregolari”? Si fa una istanza alla Segreteria di Stato entro 180 giorni dall’entrata in vigore della Convenzione, o – in caso di titolari di attività finanziarie presso l’Istituto di Opere di Religione – si passa attraverso l’Istituto. L’IOR è chiamato ad assistere “i propri clienti nella compilazione dell’istanza con riferimento ai dati inerenti le attività finanziarie detenute presso l’Istituto stesso ed al calcolo delle imposte dovute limitatamente ai periodi pregressi”, e dei periodi “transitori” (che riguardano gli anni 2014 e 2015).

Sempre l’IOR consegna “ ai soggetti interessati il documento che attesta l’avvenuta ricezione dell’istanza da parte dell’autorità competente italiana”. Ogni domanda va fatta attraverso la modulistica messa a disposizione dall’IOR.

 

 

 

Ti potrebbe interessare