Junipero Serra, un santo per tutti gli americani

L'immagine del nuovo santo al Santuario di Maria Immacolata
Foto: CNA
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Oggi Papa Francesco, dopo il discorso al Congresso degli Stati Uniti, passerà dalla Sala dei Notabili. La statua di Junipero Serra è ancora lì, nonostante i movimenti di opinione che puntavano a farla rimuovere, magari proprio prima della visita del Papa. Una mossa che ha creato non poche polemiche. Come le ha create la canonizzazione di Fray Junipero.

Negli Stati Uniti, da una parte si esalta il grande movimento di popolo creato dalla canonizzazione del santo ispano americano. L’uomo che guardava avanti è stato posto da Francesco come esempio della Chiesa che va nelle periferie. La scelta di canonizzarlo è stata una scelta politicamente significativa: Papa Francesco è andato in Nord America per parlare ai latinos, per stare vicino agli emarginati, e sono in molti i sudamericani emarginati, a volte persino fuori dal sistema sanitario. Papa Francesco è lì soprattutto per loro.

Al di là dei messaggi, però, c’è tutto un dibattito in corso sulla figura di Papa Francesco, e su come possa essere strumentalizzata. E di strumentalizzazioni ce ne sono parecchie: dall’invito di leader LGBT al ricevimento alla Casa Bianca, giusto per mostrarne la presenza davanti al Papa, sino alle parole del Papa sull’economia, che hanno creato moltissime polemiche. Polemiche riguardo le quali persino il Papa si è infastidito. “Quello che dico è nella dottrina sociale della Chiesa. Posso recitare il Credo,” ha detto, tra il serio e il faceto, ai giornalisti sul volo che da Cuba lo portava negli Stati Uniti.

E così, la beatificazione di Junipero Serra rappresenta ancora una volta il nodo di controversia su cui gli americani, che storicamente poco amano le posizioni politiche di centro, basano tutti i loro dibattiti. Tutti i media secolari, gli stessi che apprezzano Francesco per la sua apertura in temi di giustizia sociale, non fanno che criticare la scelta di Papa Francesco di canonizzare Junipero Serra, a causa di presunti maltrattamenti sugli indigeni. Lo fa la Nbc e lo fa la CNN, ad esempio, che pure dedicano una copertura senza pari alla visita del Papa.

Dietro di tutto ci sono i fatti. E cioè che il culto di Fray Junipero era diffuso e conosciuto, come racconta l’enorme positio di 600 pagine composta per l’occasione. Padre Vincenzo Criscuolo se ne è occupato in prima persona, e ha difeso con forza Fray Junipero dalle calunnie calunnie di aver evangelizzato con la forza, di aver contribuito a falcidiare la popolazione dei nativi-americani, vale a dire gli indiani d’America, addirittura di aver praticato su di loro punizioni corporali.

 

Ha spiegato padre Vincenzo Criscuolo, che ha composto la positio: “Nei diari di Fray Junipero si parla anche dell’educazione ricevuta dal padre, che prevedeva anche punizioni corporali. Ma erano una extrema ratio, ed era parte della cultura del tempo. Non dovrebbe essere piuttosto taciuto il grande impegno di Fray Junipero per la difesa delle donne latino-americane violate, anche con prese di posizione dure contro il governo di allora.”

Canonizzare Junipero Serra significa anche mettere in luce un punto di vista diverso della storia nord americana. Perché l’evangelizzazione del francescano spagnolo sta lì a testimoniare una presenza ispana fortissima sul continente nord americano, addirittura precedente alla colonizzazione inglese con l’arrivo del Mayflower nel 1620, come riconosceva lo stesso presidente John Fitzgerald Kennedy.

C’è anche un po’ di rivendicazione ispanica sul continente a portare alla beatificazione di Junipero Serra. La cui importanza per la nazione è conosciuta sin dal 1931, quando la California lo scelse come una delle due figure rappresentative della nazione.

Ecco, allora, che Fray Junipero è il simbolo di come il Papa viene sempre strumentalizzato, piaccia o non piaccia. Ma è anche il simbolo del viaggio del Papa: un grande bagno di folla, criticato dagli intellettuali e da comprendere per molti fedeli.

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