Koinè 2017: a Vicenza gara di arte, arredo, liturgia e solidarietà

Un santino rivisto dai giovani delle Accademie delle Belle Arti
Foto: Koinè, ufficio stampa
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Non è solo una fiera di arredo liturgico. KOINÈ da 25 anni è un appuntamento che mette al centro lo studio e la ricerca per la liturgia, l’arte e la pastorale attraverso l’incontro di esperti e studiosi. Quest’anno l'appuntamento si è svolto a Vicenza, dall’11 al 14 marzo. E per quattro giorni gli “addetti ai lavori” si sono riuniti e hanno trovato “formazione e informazione”. Con una marcia in più: la solidarietà. Quella per le popolazioni colpite dal terremoto negli ultimi difficili mesi.

Ospite d’onore del momento inaugurale è stato il Vescovo di Rieti, monsignor Domenico Pompili, che in rappresentanza delle comunità terremotate del Centro Italia ha ricevuto dalle mani di alcuni espositori presenti a Koinè doni per la ricostruzione delle chiese distrutte: paramenti liturgici, calici, patene, arredi per le aule di culto, immagini sacre, impiantistica. Sono stati oltre 100 i produttori coinvolti, di cui 60 hanno materialmente consegnato il proprio dono e altri promesse d’impegno per la fornitura di impianti di amplificazione o campane o elementi per l’edilizia.

“La vostra generosa attenzione – ha affermato monsignor Pompili ringraziando il vescovo di Vicenza, i responsabili di IEG ei produttori per l’invito e i doni ricevuti – contribuisce ad affrontare uno dei problemi più rilevanti posti dal sisma. Solo nelle zone di Amatrice ed Accumoli sono oltre 100 le chiese gravemente distrutte e la messa in sicurezza e la ricostruzione sono processi che richiederanno anni”.

Ma non solo gara di solidarietà. Koinè da oltre 17 edizioni affronta vari temi: quali la manutenzione e la sicurezza degli edifici di culto, l’illuminazione, l’acustica. Componenti importanti, se non addirittura necessarie, per gli edifici di culto. Koinè offre un contributo di idee e proposte innovative con architetti, designer e liturgisti.

Riguardo l’illuminazione, attraverso un seminario dedicato si è giunti a diverse conclusioni: l’intervento del dottor Giorgio Della Longa, attraverso un ampio e variegato ventaglio di esempi di rilevanza internazionale, ha messo a confronto due diversi criteri progettuali: quello che predilige l’invisibilità dei corpi illuminanti, per non interferire con il contesto e quello che riporta al massimo il tema del corpo illuminante a vista, seppur con una chiave contemporanea.

Poi sono stati oltre 150 gli ingegneri, gli architetti, I tecnici responsabili di curia e i responsabili dei beni culturali delle diocesi presenti al seminario "L'acustica nelle chiese. Tra esigenze liturgiche e tecnologia".  Le linee guida CEI sull’acustica delle chiese si prefiggono di fornire strumenti adeguati per la comprensione delle problematiche acustiche legate alle chiese ad una platea piuttosto vasta. Il fenomeno acustico, pur nella sua complessità, interessa infatti non solo i progettisti, i tecnici e i consulenti che si occupano della costruzione e della manutenzione degli edifici sacri, ma anche i sacerdoti, i parroci e gli addetti diocesani che, di quegli edifici devono poi prendersi cura quotidianamente. Per questo motivo le linee guida hanno cercato di offrire, con un linguaggio sufficientemente semplice e il ricorso a grafici, piuttosto che a formule, una serie di concetti base, che consentano di comprendere il fenomeno acustico, seguiti da una serie di riflessioni più approfondite sulle modalità con cui l’acustica di uno spazio può essere controllata.

Uno dei contributi più interessanti di Koinè Ricerca, è stata la mostra "Santini d'autore - Interpretazioni contemporanee per le immagini devozionali" con le rivisitazioni affidate ai giovani artisti delle Accademie di Belle Arti. Santa Rita, San Francesco, Santa Lucia e tutti i santi più amati dagli italiani reinterpretati in chiave moderna da giovani artisti.

“Sotto il profilo estetico – afferma mons. Fabrizio Capanni, membro del Comitato scientifico di Koinè e Officiale del Pontificio Consiglio della Cultura – il santino è considerato arte popolare e quindi minore, se non relegato nel mondo del kitsch.Proprio per superare questa cattiva fama del santino è nata l’iniziativa di Koinè Ricerca, già nell’edizione 2015, di affidare ad alcuni artisti figurativi, disegnatori e illustratori, la riproposizione di immaginette di santi molto venerati per una mostra. La sfida è stata allargata quest’anno agli studenti di Accademie di Belle Arti per accogliere il punto di vista delle generazioni che vivono nell’era 2.0”.

 

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