La Basilica di San Nicola a Bari, luogo di unità e vocazione ecumenica

Il viaggio nelle Basiliche d'Italia continua a Bari nella Basilica di San Nicola, tempio dell'ecumenismo

Basilica di San Nicola a Bari
Foto: AG / ACI Stampa
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La Basilica di San Nicola, nel cuore della città vecchia di Bari, è un monumento ricco di storia, di arte e di sacralità. Unica è la sua vocazione ecumenica.

La Basilica custodisce le reliquie di S. Nicola, lo stile è il romanico e conferisce a questo maestoso esempio di arte romanica pugliese un aspetto massiccio e sobrio, caratteristico dell’architettura normanna.

La Basilica di San Nicola è Basilica pontificia, il suo affidamento ad un determinato ordine religioso spetta cioè direttamente alla Santa Sede. Nel 1951, ponendo fine all'istituzione del capitolo dei canonici che serviva nella chiesa dalla prima metà del XII secolo, la Basilica fu affidata all'Ordine domenicano che ancora presta il suo servizio prestando una particolare attenzione agli aspetti ecumenici. Nel 1968, Paolo VI elevò il tempio alla dignità di Basilica pontificia promulgando la costituzione apostolica "Basilicae Nicolaitanae", motivato dal contributo e "dall'impulso al movimento ecumenico".

La figura di San Nicola ha un grande ruolo nelle relazioni interreligiose perché è il Santo più venerato nell’Ortodossia, e specialmente nel mondo slavo. Nessun Santo è così universalmente noto e amato come San Nicola. Altri santi godono di un culto superiore al suo in determinati luoghi. Nicola attraversa invece, come nessun’altro, il mondo cattolico, ortodosso e protestante.

Il ruolo ecumenico della Basilica è stato sempre riconosciuto. Addirittura, San Giovanni Paolo II, per il novecentenario della traslazione dei resti di San Nicola da Myra a Bari, promulgò una altra Costituzione apostolica, la Nova Canonica Ordinatio, che esordiva raccontando che la storia di 900 anni di vita offre una chiara testimonianza del ruolo che la Basilica ha avuto e continua ad avere per l'incremento del culto, nella Chiesa cattolica e in quella ortodossa, del Santo Vescovo di Myra, il cui corpo è ivi custodito”.

E dal 2017, la festa di San Nicola è stata proclamata memoria obbligatoria per la Chiesa cattolica, dando seguito al grande afflusso di fedeli che arrivavano a Bari dal mondo orientale per rendere omaggio al Santo di Myra.

Uno dei maggiori capolavori scultorei del romanico pugliese è conservato all'interno della basilica: si tratta di una cattedra episcopale realizzata al termine dell'XI secolo. La Basilica di San Nicola presenta un corredo scultoreo di altissimo livello. Capolavoro scultoreo di assoluto valore è la Cattedra dell’abate Elia, realizzata in occasione del concilio di Bari del 1098, come afferma l’autorevole Anonimo Barese. Belle e di valore sono anche le pitture presenti nella Basilica. Dall’affresco più antico della Crocifissione realizzato nel 1304, al Trittico di Andrea Rizo da Candia, alla Pala del Vivarini per giungere al capolavoro dell’icona di Uroš III Decianski.

Le ossa del santo si trovano all’altezza del piano di calpestio, racchiuse in blocchi di cemento armato. La non completezza dello scheletro si spiega forse nel fatto che i baresi dovettero agire in fretta per timore dell’arrivo dei saraceni e quindi si accontentarono delle ossa più grandi immerse nel sacro liquido. La parte restante delle ossa potrebbe trovarsi in varie chiese del mondo e soprattutto a Venezia, considerando il fatto che i veneziani nel 1099-1110 si inoltrarono anch’essi fino a Mira e rapinarono le ossa di alcuni personaggi sepolti nell’antica basilica di San Nicola.

Vicino al tabernacolo brilla sempre la lampada uniflamma segno dell’unica fede cattolica ed ortodossa.

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