“La benedizione delle penne”. Una tradizione nata sull’esempio di un giovane santo

La benedizione delle penne
Foto: Eco di San Gabriele
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Mancano 100 giorni alla maturità, una sorta di “cerimonia studentesca” che oggi 12 marzo riverserà nelle diverse città italiane i suoi più svariati riti e tradizioni: una giornata nella quale i maturandi si possono dedicare alla spensieratezza.

I padri della Congregazione della Passione di Gesù CristoSan Gabriele dell’Addolorata (Isola del Gran Sasso – Teramo)  hanno dato a questo appuntamento  anche una connotazione religiosa: la cosiddetta “benedizioni delle penne”.

Un evento capace di radunare circa 5.000 giovani che, recandosi al Santuario di San Gabriele - diocesi di Teramo-Atri - possono benedire le penne con le quali il prossimo 20 giugno daranno inizio alle prove degli esami della maturità.

Per scoprire l’origine di questa singolare tradizione in grado di mettere insieme momenti sia di svago che di preghiera, abbiamo parlato con Padre Ciro Benedettini, religioso appartenete alla congregazione dei passionisti e direttore delle rivista del santuario - “L’Eco di San Gabriele”.

“I 100 giorni sono una tradizione dei maturandi italiani. Una giornata in cui si marina la scuola e ci si dà alla pazza gioia, spesso allo sballo. Negli anni 1980 un piccolo gruppo di studenti andò al santuario di san Gabriele. La loro foto comparve sulla rivista diventando motivo di attrazione. Di anno in anno il numero è cresciuto fino ad arrivare anche a 10 mila giovani. Molti ragazzi si confessano e partecipano alla Messa. La maturità infatti segna uno spartiacque per i giovani, un momento in cui diventano pensosi e pieni di interrogativi: Cosa voglio fare da grande? Proseguire gli studi? Quale università? Inoltre, la preoccupazione di deludere i genitori se non si dovesse superare l’esame”.

Le radici di quest’iniziativa tuttavia – come precisa Padre Benedettini – vanno ricercate innanzitutto nella figura del giovane santo Gabriele, “uno studente, un innamorato felice e realizzato. Infatti la sua breve vita si potrebbe sintetizzare così: Storia di un innamorato. Lo diceva anche il suo direttore: ‘Questo ragazzo ha lavorato con il cuore’. E’ popolare perché è un santo taumaturgico e spesso giovanilmente imprevedibile nei suoi interventi. A una bambina, Lorella, ormai morente per una grave malattia, apparve più volte in sogno per dirle di andare al santuario sopra la sua tomba se voleva tornare a camminare. I genitori la portarono, l’adagiarono sulla tomba: lei si addormentò e quando si svegliò, tra la sorpresa generale, si alzò da sola e cominciò a camminare. E’ accaduto nel 1975. Nel 1994, alla signorina Adele, malata di epilessia, che doveva prendere 5 medicine al giorno, senza un grande risultato, apparve in sogno per dirle: “Smetti con la terapia”. Ovviamente non osò interrompere la cura. Una notte le apparve di nuovo in sogno e perentorio le disse: ‘Questa è l’ultima tua occasione, smetti con la terapia’. Oggi è felicemente sposata e madre di 4 figli. Le medicine? Cinque Ave Maria, una per ognuna delle 5 pillole che doveva prendere”.

E proprio sull’orme della vita di San Gabriele che, nella giornata dei “100 giorni”, e nel santuario proprio a lui dedicato, si assisterà  – conclude Padre Ciro Benedettini - ad “un momento molto folcloristico quando i giovani, verso mezzogiorno, si portano davanti al balcone del nuovo santuario da dove dall’alto vengono benedette le penne che serviranno agli esami. E’ uno spettacolo: 4-5 mila giovani con il braccio alzato e le penne in mano quasi fossero un’arma, in attesa di qualche goccia di acqua benedetta. Sì, c’è del folclore, ma molti giovani vivono questo momento e tutta la giornata con serietà e intensità e comunque sempre meglio dello sballo”.

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