La cattedrale di Karaganda è diventata basilica minore

Custodisce le reliquie del sacerdote martire del comunismo Vladislav Bukovinsky

Alcuni momenti della celebrazione
Foto: credonews.org
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Dalla scorsa domenica 6 settembre 2020, la parrocchia di San Giuseppe a Karaganda in Kazakhstan è diventata “basilica minore”. Nella messa in diretta streaming  è stato letto il decreto della Congregazione per il Culto e la Disciplina dei Sacramenti del 19 giugno di quest’anno. Una decisione significativa per la piccola comunità kazaka.

La chiesa di San Giuseppe è stata la prima chiesa cattolica attiva in Kazakistan nel periodo sovietico. La costruzione della chiesa iniziò nel 1977, e venne consacrata dal vescovo Alexander Khira. La prima Messa vi fu celebrata già nel 1978 e nel 1980 lo stesso Vladyka Alexander consacrò la chiesa già finita. Da allora, per molti anni è diventato il centro del cattolicesimo anche in tutta l'Asia centrale, e nel 1999 ha ottenuto lo status di cattedrale della diocesi di Karaganda. Custodisce le reliquie del vescovo greco-cattolico Alexander e del prete cattolico Vladislav Bukovinsky beatificato dal cardinale Amato l’ 11 settembre del 2016 proprio in questa chiesa. Bukovinsky ha trascorso oltre 10 anni nei gulag sovietici annunciando e testimoniando il Vangelo al fianco dei condannati ai lavori forzati. San Giovanni Paolo II, dopo averlo incontrato, lo definì testimone eroico della fede e difensore di tutti i perseguitati. Era nato in quella che allora, nel 1904, era la Polonia orientale e oggi è Ucraina, ma dovette fuggire a causa dell’invasione bolscevica. Il futuro don Ladislao Antonio Bukowiński studiò Scienze politiche e poi Teologia a Cracovia, imparando da una lunga malattia personale che la sofferenza poteva essere un modo per approfondire la sua fede. Dopo l’ordinazione nel 1931, negli anni della Seconda Guerra Mondiale proprio ai malati e ai bisognosi dedicò il proprio ministero pastorale che non gli risparmiò numerose sofferenze.

Nel 2010 l’allora Segretario di Stato Cardinale Bertone in visita in Kazakistan celebrò la messa nella chiesa di San Giuseppe ricordando la forza della piccola comunità cattolica. “Sono molto lieto di trovarmi a Karaganda,- disse- nel cuore delle sconfinate steppe dell’Asia Centrale, e di aver potuto constatare la presenza viva del Popolo di Dio visitando alcune delle opere significative della Diocesi e della Chiesa Cattolica in Kazakhstan, come i cantieri della nuova Cattedrale dedicata alla Madonna di Fatima, della Curia Vescovile e del Centro Sociale "Bonus Pastor"; il Monastero delle Suore Carmelitane di clausura, il Seminario Interdiocesano, senza dimenticare la Cattedrale di San Giuseppe, che venne edificata dai fedeli nel 1978, durante il periodo sovietico, e nella quale si trovano le tombe di alcuni eroici Sacerdoti che in quel periodo oscuro di sofferenza e di persecuzione dettero splendida testimonianza della propria fede, come S.E. Mons. Alexander Hira, per oltre vent’anni Pastore amato e generoso di Karaganda, e il Servo di Dio P. Wladysław Bukowiński. A loro, e a tutti gli altri che hanno consumato la vita fra stenti e prove di ogni genere, intendo rendere omaggio a nome di tutta la Chiesa”.

D’ora in poi, nella Basilica di S. Giuseppe, i fedeli potranno ricevere speciali indulgenze papali nei giorni stabiliti.

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