La CEI agli, studenti scegliete l'ora di religione per imparare dialogo e fratellanza

La nota della Presidenza della Cei per la scelta dell' insegnamento della religione cattolica a scuola

Lo studio della Bibbia
Foto: pd
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Mentre si discute su come riprendere l’attività scolastica dopo le vacanze di Natale a causa del covid, la Presidenza della Conferenza Episcopale italiana pubblica un messaggio con la data del 17 dicembre sulla scelta dell’insegnamento della religione cattolica. 

Il testo si rivolge agli studenti che si iscriveranno nelle prossime settimane ai primi anni dei diversi corsi scolastici. Si parla di insegnamento della religione cattolica come “materia che, per sua natura, favorisce il dialogo e il confronto tra persone ed esperienze diverse” o anche di aiuto a “sviluppare un positivo senso di sé e sperimentare relazioni serene con gli altri, anche appartenenti a differenti tradizioni culturali e religiose” e che  “l’IRC, nell’attuale contesto multiculturale, mediante la propria proposta, promuove tra gli studenti la partecipazione ad un dialogo autentico e costruttivo, educando all’esercizio della libertà in una prospettiva di giustizia e di pace”. 

Il testo ricorda poi alcuni pensieri di Papa Francesco sul Patto Educativo Globale che ricorda come la religione “ci impegna a non usare mai il nome di Dio per giustificare la violenza e l’odio verso altre tradizioni religiose, a condannare ogni forma di fanatismo e di fondamentalismo e a difendere il diritto di ciascuno a scegliere e agire secondo la propria coscienza”. Per cui scegliere l’insegnamento della religione cattolica a scuola per la CEI significa “manifestate il vostro desiderio di conoscenza e di dialogo con tutti, sviluppato a partire dai contenuti propri di questa disciplina scolastica. Avvalersi delle opportunità offerte dall’Insegnamento della religione cattolica a scuola permette, inoltre, di incontrare degli insegnanti professionalmente qualificati e testimoni credibili di un impegno educativo autentico, pronti a cogliere gli interrogativi più sinceri di ogni alunno e studente e ad accompagnare ciascuno nel suo personale e autonomo percorso di crescita”.

Sarebbe stato interessante magari invogliare i ragazzi anche parlando di Gesù Cristo e del Vangelo. 

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