La chiesa di San Benedetto in Piscinula nel cuore di Roma

In questo luogo si conserva una stanza nella quale pregò San Benedetto da Norcia

La chiesa di S. Benedetto in Piscinula
Foto: sanbenedettoinpiscinula.it
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Camminando per le strade di Roma, ci si imbatte nel rione di Trastevere. Luogo antichissimo e  che  mantiene il ricordo della Roma di un tempo, cara alla fede ed alla tradizione.

Tra le molte vestigia del passato, tutt'ora presenti, vi è anche la chiesa di San Benedetto in Piscinula.

Il tempio, molto antico, ha al suo interno una testimonianza veramente preziosa, in quanto ricorda  il passaggio di un grande santo, nella città eterna: Benedetto da Norcia.

Il Padre del Monachesimo occidentale, nato nel 480 nella cittadina umbra, passò per Roma e qui conobbe la cultura dominante ma anche la crisi sociale, nella quale si agitava ciò che restava del vecchio Impero romano.

Qui apprese molte nozioni, essendo avviato alla carriera senatoria, ma vide anche il lusso che lo avrebbe distolto dall'unico amore del suo essere, ovvero Dio.

Con forza e fede lasciò la città, per vivere da eremita a Subiaco. Dopo molte peripezie, fonda il proprio cenobio, dando vita alla prima comunità benedettina del mondo.

A Montecassino, patria della comunità  voluta dal santo, si visse la sua Regola, gioiello di ascetismo ed equilibrio comunitario. Correva l'anno 547.

In questa chiesa, a Roma, sono ancora presenti parte dei resti della dimora, nella quale abitò il giovane.

Il luogo è piccolo ed è situato in un ambiente, a sinistra di chi entra.

In una nicchia, scavata nella roccia, si possono ammirare le mura della casa che ospitò il santo.

Benedetto, invitato dalla Gens Anicia, suoi parenti, visse in questa abitazione la sua esistenza.

Nel tempio, splendidamente conservato, si venera anche un'immagine della Madonna, cara agli abitanti dello storico rione. Secondo la tradizione a Lei, il futuro abate affidò il proprio avvenire.

La chiesa, piccolissima, si presenta in puro stile romanico e fu sede della parrocchia dal 1326 al 1824 con annesso un piccolo convento.

La piazza assume il nome dal fatto che, in un epoca molto antica, in questo luogo sorgeva uno stabilimento di bagni pubblici, poi andato in disuso e distrutto. Da ciò la denominazione in Piscinula, per indicare la presenza della sistemazione urbanistica.

Un particolare pavimento cosmatesco impreziosisce l'ambiente, caro alla preghiera al Padre celeste.

Ed è bello, nel cuore della città, e nel silenzio che il luogo evoca, sostare qualche minuto in meditazione, per rivivere il tempo in cui il Grande di Norcia vi sostò con la sua presenza ma di più con il cuore.

La cura pastorale è affidata alla Congregazione degli Araldi del vangelo.

 

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