La corresponsabilità politica per le città in seminario alla scuola di Chiara Lubich

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Foto: www.co-governance.org
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“La politica è un veicolo fondamentale per costruire la cittadinanza e le opere dell’uomo, ma quando, da coloro che la esercitano, non è vissuta come servizio alla collettività umana, può diventare strumento di oppressione, di emarginazione e persino di distruzione”. Così scrive Papa Francesco nel messaggio per la Giornata Mondiale della Pace del 2019. 

E il mondo cattolico ha subito seguito la indicazione. In particolare il Movimento Umanità Nuova, il Movimento Politico per l’Unità e Associazione Città per la Fraternità, tutti legati alla spiritualità del Movimento dei Focolari, hanno messo in programma dal 17 al 20 gennaio 2019,un incontro che riunisce  400 amministratori, cittadini, economisti, esperti e professionisti di tutto il mondo a Castel Gandolfo. Quattro giorni di confronto e approfondimento sulla gestione delle città, fare rete e imparare modelli di sostenibilità e convivenza.

 Se governare le città è sempre stata un’arte complessa, oggi lo è ancora di più. per gli organizzatori “occorre rispondere a una società che cambia senza sosta, attraversata da problemi locali e globali e da un ritmo di sviluppo tecnologico convulso che rischia di aprire abissi economici e zone inedite di nuove povertà. Occorre decidere per oggi e programmare a lunga distanza. È per questo che le città sono strategiche dal punto di vista politico e culturale perché sono “casa” per più della metà della popolazione mondiale (fonte Onu) e non è una scelta libera, ma spesso legata a mancanza di cibo e lavoro.

In questa epoca di sovranismi, le città stanno emergendo come veri e propri hub sociali, distributori di infinite connessioni: civili, politiche, antropologiche, economiche, comunicative. Le città, dunque, come espressione di un nuovo modello identitario, dove identità non fa rima con localismo o nazionalismo esasperati, ma con partecipazione, condivisione dell’appartenenza a una vicenda comune, perché siamo parte della famiglia umana, prima ancora di prendervi parte.

Oggi dicono gli organizzatori c’è bisogno di una corresponsabilità, di un patto reciproco fra cittadini e amministratori, politici e tecnici. È questo il filo rosso di tutto il convegno”.

Tra i relatori anche Emilce Cuda, argentina, politologa e profondamente conoscitrice del pensiero di Papa Francesco e l’ on. Sunggon Kim (김성곤) - buddista, già Segretario Generale dell’Assemblea Nazionale Coreana. Ma anche architetti come  Ximena Samper, colombiana, l’on.Ghassan Mukheiber, libanese, Chairman dell’Arab Region Parliamentarians Against Corruption. Da segnalare anche la presenza del Sindaco di Katowice (Polonia) dove si è appena conclusa la COP 24, il responsabile dell’accoglienza ai rifugiati della Catalogna, Angel Miret e il Presidente della Comunità islamica di Firenze e della Toscana, Izzedin Elzir.

Saranno previsti focus tematici, laboratori, gruppi di lavoro interculturali che proporranno  l’attualità della partecipazione nel contesto interdipendente di oggi. Inoltre sarà determinante lo scambio di buone pratiche fra politici, tecnici, docenti e cittadini e le reti tra città per implementare politiche innovative e lungimiranti.

 

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