La festa di Don Orione, il santo amato da Papa Giovanni Paolo II

San Luigi Orione
Foto: wikipedia.org
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"Una meravigliosa e geniale espressione della carità cristiana, una delle personalità più eminenti del secolo scorso per la sua fede cristiana apertamente vissuta, ebbe la tempra e il cuore dell'Apostolo Paolo, tenero e sensibile fino alle lacrime, infaticabile e coraggioso fino all'ardimento, tenace e dinamico fino all'eroismo". Con queste parole Papa Giovanni Paolo II ha definito San Luigi Orione.

Il 16 Maggio ricorre la festa liturgica del Santo, fondatore della Piccola Opera della Divina Provvidenza e delle Piccole Suore Missionarie della Carità. Il suo carisma oggi è diffuso in 32 nazioni del mondo con opere di carità per le categorie più svantaggiate e per gli ambienti più poveri. Dal suo insegnamento sono nati altri rami della famiglia orionina: l'Istituto Secolare Orionino e il Movimento Laicale Orionino che riunisce l'associazionismo laico che si ispira agli ideali e all'azione del santo della Carità.

Quest’anno la festa di don Orione coinciderà con l’inizio ufficiale dell’anno del 14° Capitolo generale della Congregazione, convocato dal 19 al 25 maggio 2016, con il titolo generale di “Servi di Cristo e dei poveri”. Commenta Don Flavio Peloso , settimo successore di Don Orione alla guida della Congregazione: "Rinnovare la Congregazione in fedeltà allo spirito di don Orione e in dialogo con le periferie della povertà e dell’evangelizzazione’ è lo scopo del Capitolo ed è anche la migliore forma per onorare san Luigi Orione”.

Da Don Orione parte un messaggio e un dinamismo apostolico di grande attualità: "Sia il nostro spirito uno spirito grande di umiltà, di fede, di carità: sia la nostra vita tutta intessuta di preghiera, di pietà operosa, di sacrificio per far del bene alle anime. Solo con la carità di Gesù Cristo si salverà il mondo! Dobbiamo riempire di carità i solchi che dividono gli uomini ripieni di odio e di egoismo".

"Sì, riempire i solchi che dividono con i ponti della carità corrisponde a quella cultura dell'incontro che tanto sta a cuore a Papa Francesco per la missione della Chiesa d'oggi", osserva Don Flavio Peloso.

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