La Grande Promessa del Sacro Cuore di Gesù

Le devozioni private rappresentano il modo più semplice, per mantenere vivo il proprio contatto con l'Assoluto

Il Sacro Cuore di Gesù
Foto: pubblico dominio
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Le devozioni private rappresentano il modo più semplice, per mantenere vivo il proprio contatto con l'Assoluto. Queste sono espressioni di abbandono e di fiducia nel Padre, ma anche di accoglienza al messaggio che il vangelo chiede ai suoi figli. Tra queste vi è quella al Sacro Cuore di Gesù.

Questa pratica, nella storia della Chiesa, ha origini antichissime. Già nei testi di alcuni mistici del Medioevo, tale devozione viene evidenziata per il Bene delle anime che al Cristo si consacrano.

Matilde di Mandeburgo, Geltrude di Hefta e molti altri hanno avuto, particolarmente, cara  l'adesione al Cuore di Gesù, diffondendola nei loro scritti.

Santa Margherita Maria Alacoque fu, nella fine del Mille e seicento, la grande apostola del Sacro cuore. Visitandina ebbe dal Signore una particolare visione, che le fece propagare la cosi detta Grande Promessa. Questa è stata una delle tante grazie, che ha accompagnato al vita della religiosa che, in spirito di umiltà e servizio, ha speso la propria esistenza per venire incontro ai fratelli.

La Grande Promessa si riassume nei seguenti punti

«Darò loro tutte le grazie necessarie al loro stato».

«Porterò soccorso alle famiglie che si trovano in difficoltà e metterò la pace nelle famiglie divise».

«Li consolerò nelle loro afflizioni».

«Sarò il loro sicuro rifugio in vita e specialmente in punto di morte».

«Spargerò abbondanti benedizioni sopra tutte le loro opere».

«I peccatori troveranno nel mio Cuore la fonte e l’oceano della Misericordia».

«Riporterò le comunità religiose e i singoli fedeli al loro primo fervore».

«Le anime fervorose giungeranno in breve a grande perfezione».

«Benedirò i luoghi dove l'immagine del mio Sacro Cuore verrà esposta ed onorata».

«A tutti coloro che lavoreranno per la salvezza delle anime darò il dono di commuovere i cuori più induriti».

«Il nome di coloro che propagheranno la devozione al mio Sacro Cuore sarà scritto nel mio Cuore e non ne verrà mai cancellato».

«Io ti prometto, nell’eccesso della Misericordia del mio Cuore, che il mio Amore Onnipotente concederà a tutti quelli che si comunicheranno al primo Venerdì del mese per nove mesi consecutivi, la grazia della perseveranza finale... Essi non moriranno nella mia disgrazia, né senza ricevere i Sacramenti, servendo loro il mio Cuore di asilo sicuro in quell’ora estrema».

A queste sorgenti di grazie è legata la pratica dei Primi nove venerdi del mese che consiste, nel ricevere confessati, l'Eucarestia con l'intento di voler perseverare nel bene.

Al Sacro cuore ed a questa pratica furono legati moltissimi santi, come ad esempio Claudio de la Colombiere (1641-1682) il quale diffuse il suo amore al Cuore di Cristo, San Pio da Pietrelcina, che tutti i giorni recitava la Coroncina al Sacro Cuore di Gesù, per le necessità di coloro che si rivolgevano alla sua preghiera, Padre Felice Cappello, gesuita ed apostolo del cuore di Gesù.

In Francia, dove visse Santa Margherita si trova la Basilica del Sacro Cuore di Gesù a Montmartre e la sua festa venne celebrata per la prima volta nel 1672.

Praticare la devozione al Sacro Cuore, soprattutto oggi, rappresenta quel dolce accordo che lega la terra al cielo, sempre più alla ricerca di quella Verità che solo il Cristo può offrire

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