La Pentecoste della Chiesa siriana passa per un incontro di giovani a Homs

In 750 giovani si sono riuniti nella città simbolo per il martirio del gesuita van der Lugt per guardare al futuro del Paese

Un momento del raduno dei giovani a Homs che si è tenuto dal 28 aprile all'1 maggio
Foto: Twitter
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Una “Pentecoste della Chiesa siriana”, nata con la conferenza di Damasco di marzo e ora proseguita ad Homs, città del martirio del gesuita van der Lugt, con un incontro di 750 giovani di ogni confessione cristiana riuniti dalla forte volontà di Taizé e dalla collaborazione con i gesuiti locali.

È una iniziativa che parte da lontano, dall’Incontro Ecumenico Internazionale della Gioventù organizzato in Libano dalla Comunità di Taizé in collaborazione con il Consiglio delle Chiese del Medio Oriente e delle altre chiese presenti sul territorio. In quell’occasione, una sessantina di giovani siriani, già collegati a Taizé, si erano uniti agli altri giovani arrivati da tutto il mondo.

Un fratello di Ttaizè visito Homs ed altre città della Siria nel febbraio 2020, e in quell’occasione la piccola comunità di gesuiti di Homs aveva lanciato l’idea di organizzare con Taizé un incontro ecumenico di giovani in Siria per il 2021, da tenersi proprio a Homs. L’incontro era stato rinviato al 2022 per via della pandemia.

L’incontro ha avuto luogo finalmente luogo dal 28 aprile all’1 maggio, grazie al sostegno materiale dell’Oeuvre d’Orient.

I 750 giovani – tutti tra i 18 e i 25 anni – sono ospitati da famiglie della città di Homs, dove 10 parrocchie si fanno carico delle attività mattutine, mentre una cinquantina di laboratori migliorano l’incontro tra i giovani, che si riuniscono poi tutti insieme in preghiera a mezzogiorno e alla sera.

Incontrando i giovani il 28 aprile, Fratel Alois, priore di Tazié, ha lanciato un messaggio: “La crisi di tutti i giovani in Siria è profonda. Come possiamo evitare di essere paralizzati dalle difficoltà della vita? Dove possiamo trovare il coraggio della speranza per vivere pienamente nel momento presente? In quasi tutti gli scambi che i fratelli di Taizé hanno avuto negli ultimi mesi con i giovani e gli adulti di Homs, questo appello si è ripetuto: pregate per noi, pregate che questo incontro vada bene, che sia fonte di gioia e di speranza per tutti i giovani che verranno, che ci aiuti a vivere la nostra giornata in Siria nella fiducia della fede, nella certezza che non siamo soli, che tu stai pregando con noi. Questa è la chiamata che viene fatta a ciascuno di noi, specialmente durante questi tre giorni”.

Homs è la terza città di Siria, dopo Damasco e Aleppo, e proprio ad Homs si sono svolte le prime manifestazioni di protesta contro il governo e il presidente Bashar-al Assad.

Ma soprattutto, Homs è il luogo dove fu assassinato il gesuita Frans van der Lugt, freddato a colpi di pistola nel convento di Bustan al-Diwan, nel cuore della Città Vecchia.

Van der Lugt aveva 75 anni, di cui 50 trascorsi in Siria. Entrato nella Compagnia di Gesù nel 1959, ordinato nel 1971, era parte della provincia gesuita del vicino Oriente. In Siria, lavorava per tenere unita la comunità locale. Con lo scoppio della guerra civile del 2011, la residenza gesuita di Homs era diventata rifugio nelle persone.

Van der Lugt fu ucciso a colpi di pisola in pieno volto sotto gli alberi del chiostro dove è sepolto, in quello che subito è apparso un omicidio programmato contro un uomo del dialogo, che aveva informazioni scomode sia per il governo che per gli oppositori di Assad.

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