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La Roma di Sant' Ignazio, e il paggio che diventa gesuita

Palazzo Pio e Palazzo Farnese

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Proseguendo il cammino ignaziano verso Campo de' Fiori ci sono due palazzi carichi di ricordi.

Il primo è Palazzo Pio in piazza del Biscione. Il nome non deve confondere chi pensa la moderno palazzo sede della Radio Vaticana costruito sullo sbancamento della Spina di Borghi verso il Vaticano.

Il Palazzo Pio di cui parliamo è costruito sopra le rovine del teatro di Pompeo, ed era la prima residenza del cardinale Francesco de Mendozay Bobadilla, prima vescovo di Coria e poi arcivescovo di Burgos, il quale nel 1527 aveva visitato Ignazio quando questi era agli arresti a Salamanca e, avendogli do- mandato se gli pesasse essere in prigione, aveva ricevuto da lui questa risposta: 'Non ci sono tanti ceppi e catene a Salamanca, che io non ne desideri di più per amore di Dio'. Come ricorda padre De Aldama Sant' Ignazio anche se malato nel maggio del 1548 fece visita al cardinale in questo palazzo, per raccomandargli il progetto per gli orfani di Sicilia. Le visite sicuramente erano frequenti. Il cardinale fondò a Salamanca il collegio della Compagnia.

Non lontano c'è il famoso Palazzo Farnese oggi sede dell' Ambasciata di Francia. Si cominciò a costruire questo palazzo nel 1514 per i cardinale Alessandro Farnese, futuro papa Paolo III. Nel palazzo dev'essere vissuto Pietro Ribadeneira nel 1539.154 come paggio del cardinale.

'A quel tempo avevo 13 anni- scrive nelle sue Confessioni - e una notte mi trovo nel palazzo papale con altri paggi del cardinale Fa nese. Il Papa stava dando una gran festa per tutti membri della famiglia Farnese. Mentre mi trovavo nela stessa sala dove c'erano diversi cardinali e signori, un insulto fattomi da un paggio spagnolo di un altro cavaliere, diedi al ragazzo un gran ceffone e poi lo con il candeliere che avevo in mano'. Racconta ancora padre De Aldama: "Un'altra volta Pietro andò con gli altri paggi del cardinale in una villa di campagna. Dopo un litigio con di loro, ritornò a Roma da solo e, senza preoccursi  di tornare a palazzo Farnese, forse per paura del castigo 'scappò ' da sant'Ignazio, il cui nome gli era dato dal teologo Ortiz quando aveva lasciato la Spagna. Da allora Pietro Ribadeneira rimase nella casa della Compagnia'. 

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