“La tua vita è missione”, in Francia i giovani invitati a un Congresso per la Vocazioni

Una sfida in preparazione della GMG di Lisbona

Il manifesto della iniziativa
Foto: PD
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La tua vita è missione, di questo hanno parlato per tre giorni a fine aprile i giovani di Francia a Parigi nel “Congresso Vocazione”. L’evento, realizzato dallo SNEVJ, il Servizio Nazionale per l’Evangelizzazione dei giovani e per le Vocazioni, in collaborazione alla Conferenza Episcopale Francese, è stato organizzato in vista delle GMG di Lisbona, sulla scia della frase di Papa Francesco.

Il week-end era strutturato su due tempi: una prima parte è stata dedicata a un “Colloquio”, una serie di conferenze e di tavole rotonde per parlare della vocazione oggi, e una seconda parte pensata come “Festival” per i giovani. Tanti gli ateliers, i workshop e i percorsi previsti in diversi luoghi della città di Parigi. L’auspicio degli organizzatori: come Maria si alza e parte in fretta (Lc 1,39), allo stesso modo i giovani si levino e avanzino nella loro vocazione. Per questo motivo, il desiderio degli organizzatori era quello di permettere ai giovani di vivere in modo rinnovato la gioia di sentirsi chiamati, scelti personalmente per portare molto frutto.

“In una società in piena trasformazione culturale, in una Chiesa in via di conversione missionaria, risuona la chiamata a seguire Gesù. Come parlare oggi in modo giusto e rinnovato del ministero sacerdotale? Come sostenere e favorire una cultura della vocazione?”. Con queste parole si è dato inizio al week-end. 

Il discorso si è concluso su una della sfida cruciali per la Chiesa oggi, la crisi delle vocazioni, che “è regolarmente evocata a causa delle cifre in diminuzione nei seminari o nei noviziati”. D’altra parte, viene fatto notare come “la proporzione dei giovani cristiani che desiderano mettere tutta la loro vita al servizio di Gesù e del Regno di Dio rimane stabile”.

Per questo motivo, la prima parte del Congresso è stata dedicata proprio alle nuove sfide vocazionali. Il Colloquio, dal titolo, “Una vita per il Cristo e per il Regno di Dio”, ha affrontato da vicino la tematica delle vocazioni religiose e sacerdotali. Il tutto apportando la visione di Papa Francesco e del sinodo dei giovani sul tema vocazionale. 

Una visione che invita anche a decostruire certe immagini precostituite nel settore. Come ha fatto notare, tra gli altri, padre Adrien Candiard, domenicano, che ha partecipato alla tavola rotonda “Aperture per una teologia delle vocazioni”. “Mi sembra che ancora oggi mettiamo troppa pressione sul matrimonio dicendo ai giovani che il matrimonio è la loro vocazione, tutta la loro vita, ma non è così”, ha fatto notare il frate domenicano, “è solo una parte della loro vita, e non ha implicazioni dirette su quello che faranno in altre dimensioni della loro vita. A livello professionale, ad esempio, nei loro impegni associativi o anche per la chiesa. Tutte queste sono altre dimensioni della loro vita che hanno dell’importanza”.

A questa prima sessione più pastorale ha seguito il festival, che, iniziato sabato pomeriggio e conclusosi domenica, era invece aperto a un pubblico molto più largo. Dal titolo “la tua vita è missione” e destinato a tutti i giovani, il programma offriva molteplici proposte in diversi luoghi della città: marce a Parigi al seguito di figure di santi, testimonianze e 10 workshops. Il tutto ‘à la carte’, ossia a scelta libera del partecipante, che poteva seguire un cammino incentrato attorno all’evangelizzazione, l’ecologia o ancora sulla missione di prete diocesano. Per poi, ad esempio, continuare con un workshop sul discernimento ignaziano o sull’audacia nella vita religiosa.

Sono stati circa 300 i giovani partecipanti all’evento, che si è concluso con la messa organizzata nel pomeriggio di domenica primo maggio sempre nella basilica del Sacro Cuore e che ha invitato a unirsi tutti in preghiera, specialmente domenica 8 maggio, giornata mondiale per le vocazioni. L’obiettivo primo, “ritrovare e nominare la grazia di ognuna delle vocazioni nell’unica vocazione battesimale, nominare la loro complementarità feconda e indispensabile per fare Chiesa”.

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