La visita del Papa a Barbiana e Bozzolo nei giornali diocesani

Il Papa sulle tombe di Don Mazzolari e Don Milani
Foto: L'Osservatore Romano ACI Group
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I pochi minuti trascorsi da papa Francesco davanti alle tombe di don primo Mazzolari nella Chiesa di Bozzolo e di don Lorenzo Milani nel piccolo cimitero di  Barbiana rappresentano il cuore del viaggio che questa settimana il pontefice a voluto compiere in Lombardia e Toscana. Poche ore, intense e di particolare interesse che hanno acceso l’interesse verso due sacerdoti definiti da molti, anche nella Chiesa, “scomodi”. Un viaggio “incandescente” anche sui blog e sui social network italiani. Noi qui ogi vogliamo soffermarci alla stampa locale e in particolare ai giornali diocesani di Cremona e Firenze che hanno dedicato ampio spazio, come era prevedibile, all’evento tanto atteso.

“Anche noi ti vogliamo bene” è il titolo del settimanale di Cremona “Anche noi ti vogliamo bene” sulla foto di Papa Francesco davanti alle spoglie di don Mazzolari e accanto il  saluto del vescovo, mons. Antonio Napolioni. Una visita quella del Papa – ha detto il presule  ad un parroco cremonese che “ancora provoca la Chiesa ad aprirsi davvero al mondo, per amarlo come lo ama Gesù; perché ci spinge a rileggere don Primo, per riascoltare Gesù e scrivere anche noi le nostre piccole e concrete pagine di Vangelo vissuto; perché ricorda a tutta la Chiesa che mai le mancano profeti ispirati e che purtroppo fatichiamo a riconoscere ciò che ci impedisce di seguirli; perché i giovani han visto quale traccia può lasciare nella storia anche un parroco di periferia, se il suo cuore brucia unito a Cristo; perché abbiamo imparato come si incontrano i preti veri”. Il giornale racconta passo passo, l’intervista ed ospita diversi commenti di pellegrini presenti in coda fin dall’alba per il “Santo Padre che per tutti ha avuto uno sguardo paterno, una carezza, un sorriso”. La visita – scrive il giornale – a Bozzolo è “andata oltre le attese”. Il Papa “ha abbracciato e parlato con tutti, fuori e dentro la Chiesa, un una mattinata che resterà nella storia locale e della Chiesa cremonese”. E riportando ampi stralci del discorso del Papa “La Vita Cattolica” titola “Camminava avanti con un passo troppo lungo” riferendosi a don Mazzolari, “splendido frutto delle vostre comunità, sebbene non sempre compreso”. E in un commento affidato a mons. Alberto Franzini si sottolinea che nella memoria di Mazzolari Papa Francesco rivolge lo sguardo alla Parrocchia “chiesa tra e case e al servizio dei sacerdoti chiamati ad incarnare il Vangelo”. 

Quell’espressione – “magistero dei parroci” – suona – scrive mons. Franzini – “straordinariamente bella e sorprendente sulla bocca di un Papa. È il riconoscimento dell’umile e quotidiano lavoro pastorale che i nostri preti continuano a svolgere, tra fatiche e delusioni, ma anche con tanta passione, nelle nostre parrocchie. Ed è un atto di stima da parte del Papa verso coloro – appunto i parroci – che don Primo amava definire la ‘santa fanteria della Chiesa’, alla quale si gloriava di appartenere. Si direbbe che Papa Francesco, in genere severo verso un certo stile di vita del personale ecclesiastico, si sia abbandonato alla comprensione e alla tenerezza verso coloro che si trovano a vivere nella trincea della vita reale, dove l’annuncio del Vangelo può incontrare non poche difficoltà, ma anche il terreno più favorevole per una sua gioiosa e feconda accoglienza”. E il presidente della Fondazione Mazzolari, don Bruno Mignami riflettendo sul senso della visita dice che “se il Papa è  a Bozzolo la Chiesa guarda a don Primo”.

“Omaggio alla memoria”  è il titolo del settimanale “Toscana Oggi” che sceglie come foto di apertura quella del pontefice in piedi davanti alla semplice tomba di don Milani nel cimitero di Barbiana. Nell’editoriale affidato a Romanello Cantini il giornale ricorda che  quando don Milani morì ai suoi funerali a Barbiana c’erano soprattutto contadini “con il collo abbrustolito dal sole” come scrisse un giornalista de “La Nazione”  fra i pochi presenti. Nei giorni scorsi “c’è venuto il Papa. Verrebbe voglia di dire ‘finalmente’, se lo stesso Papa Francesco non ci avesse messo in guardia contro la versione facile della riabilitazione postuma”. 

“In realtà – scrive Cantini -  il Papa che più di sessanta anni dopo segue don Milani sulla via di Barbiana non è solo un risarcimento e nemmeno un riconoscimento del resto già in corso nella Chiesa da tempo. Si tratta molto più ampiamente di una riconciliazione finalmente compiuta nella storia con una rivalutazione di don Milani che è anche una rivalutazione della sua Chiesa”. Cronaca fitta con molte testimonianze, soprattutto di ex studenti di Milani e dei parenti del sacerdote  nell’articolo con il titolo “Una giornata che davvero unisce tutti: ‘oggi l’inimmaginabile è accaduto”. E poi il testo integrale del discorso del Papa e il saluto del card. Giuseppe Betori: “Siamo ben consapevoli che la figura e la vicenda di don Lorenzo Milani vanno liberate da ogni retorica, non vanno mitizzate, vanno sottratte a strumentalizzazioni ideologiche, difendendone invece la permanente e feconda provocazione. Non cerchiamo in lui un esempio da imitare – cosa che egli ha sempre sfuggito –, ma vorremmo ripensare le ragioni per cui non fu compreso nei suoi giorni e le ragioni per cui può ancora illuminare la dedizione di tutti, in particolare dei preti, al Vangelo, alla Chiesa e ai poveri, in questo nostro tempo.”  “Una giornata di gioia” è il titolo del settimanale  “Osservatore toscano allegato a “Toscana oggi”. 

 

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