La vista di Nancy Pelosi a Taiwan scatena l'ira della Cina anche contro la religione

Una vignetta blasfema mette in chiaro come lo stato cinese vede la fede

Fedeli cinesi in Piazza San Pietro
Foto: Aci Group
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La vista di Nancy Pelosi a Taiwan ha scatenato venti di guerra anche tramite le vignette e i social. 

L'ambasciata cinese in Francia ha postato una vignetta di dubbio gusto ma soprattutto antireligiosa che insulta la fede cattolica oltre che la politica della Pelosi considerata una fervente cattolica nonostante alcune sue posizioni sulla morale. 

Si sono scatenati i commenti come spiega CNA in una lungo articolo. Benedict Rogers espert di diritti umani in Cina ha detto che l'immagine "incredibilmente cruda, sacrilega e profondamente offensiva per i cattolici e molti cristiani di altre tradizioni in tutto il mondo".

"È un esempio del regime del Partito Comunista Cinese nella sua forma più teppista, depravata, disgustosa e disumana, e ha segnalato una chiara volontà di attaccare Nancy Pelosi sulla base della sua fede cattolica e della politica della situazione", e prosegue: “Questo segnala ciò che quelli di noi che seguono la Cina sanno da molto tempo: l'assoluta ostilità del regime del Partito Comunista Cinese alla religione. Negli ultimi anni abbiamo assistito a un'intensificarsi della persecuzione dei cristiani, compresi i cattolici, e a una dura repressione della libertà religiosa nel suo insieme”.

In questo momento la Santa Sede rimane una delle uniche entità con “rilevanza globale” che mantiene relazioni diplomatiche con Taiwan ricordano tutti gli osservatori. La Cina considera Taiwan parte del suo territorio, mentre Taiwan rivendica l'indipendenza.

Una questione che ormai va avanti da decenni. 

Chambon, editorialista di UCA News, ha osservato che l'immagine twittata "non è solo offensiva, ma segnala un potenziale ritorno all'ideologia comunista iniziale che potrebbe danneggiare molti". 

La "questione cinese" non è certo risolta per le questioni religiose, ma certo il mondo deve fare i conti con la potenza economica della Cina. 

Certo è che l'accordo del 2018 provvisorio e mai pubblicato tra Santa Sede e Cina  che voleva realizzare l'unificazione dell'Associazione patriottica cattolica cinese e della Chiesa sotterranea in comunione con Roma non sembra funzionare. La persecuzione della Chiesa sotterranea è continuata e, secondo alcuni, si è intensificata. Il cardinale di Hong Kong Joseph Zen, 90 anni, un accanito critico dell'accordo Vaticano-Cina, dovrà affrontare un processo a settembre insieme ad altri quattro sostenitori della democrazia.

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