L'Abbazia Imperiale apre le porte al convegno "Il Racconto di Farfa"

Domenica 20 novembre, alle ore 15,30, presso la Sala multimediale della Biblioteca Statale di Farfa si terrà il Convegno "Il Racconto di Farfa. La narrazione dell'Imperiale Abbazia nel corso dei secoli"

Veduta di Farfa
Foto: https://www.abbaziadifarfa.it/
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Domenica 20 novembre, alle ore 15,30, presso la Sala multimediale della Biblioteca Statale di Farfa si terrà il Convegno "Il Racconto di Farfa. La narrazione dell'Imperiale Abbazia nel corso dei secoli". Un evento da ricordare perché "il primo nella storia dedicato agli studi storico-letterari che pongono al centro l'Abbazia di Farfa".

"L'Imperiale Abbazia di Farfa è da sempre al centro di narrazioni, siano esse storiografiche, memorialistiche, letterarie, fin da Gregorio da Catino con il suo Chronicon Farfense, nel XII secolo – scrive Marco Testi sul sito ufficiale-. Perché poi i viaggiatori del Gran Tour hanno scritto, disegnato, dipinto i luoghi cantati fin dalle Metamorfosi di Ovidio, e ricostruiti storicamente, anche grazie agli scavi e agli storici dell'arte, dal cardinal Schuster nel suo L'Imperiale Abbazia di Farfa. Senza contare che numerosi narratori hanno parlato di questa Abbazia con storie che si rifanno al suo medioevo imperiale, agli anni della seconda guerra mondiale, alla sua attualità di luogo in cui libri, storie anche d'amore, monaci, donne amate si rincorrono seguendo il cammino della storia e della scrittura. E talvolta dell'invenzione. È così che storici, critici letterari, medievisti, religiosi parleranno, ognuno nel proprio campo disciplinare, di come l'abbazia è stata vista, visitata, narrata nel corso dei secoli".

Il Convegno, sostenuto dal Ministero della Cultura, sarà presieduto e moderato da Mons. Giuseppe Sciacca, Presidente dell'Ufficio del Lavoro della Sede Apostolica.

L'abbazia fu dichiarata monumento nazionale nel 1928, per la bellezza architettonica ed artistica del monastero e della basilica, testimonianza di una storia più che millenaria. Tante le visite di re, imperatori e papi fino a quella di Giovanni Paolo II il 19 marzo 1993. Migliaia i visitatori che oggi la frequentano per ammirare il patrimonio di cultura e di arte che essa custodisce.

 

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