L'Amoris Laetitia alla prova internazionale

Il Consiglio dei Diritti Umani a Ginevra
Foto: UN
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L’Amoris Laetitia verrà presentata al mondo della diplomazia multilaterale il prossimo 23 giugno, con un evento organizzato presso la sede ONU di Ginevra durante la 32esima sessione del Consiglio ONU per i diritti umani. Dopo l’incontro organizzato con gli ambasciatori accreditati presso la Santa Sede dal Pontificio Consiglio per la Famiglia a Roma, ora si tratta di presentare l’esortazione post-sinodale al più ampio mondo internazionale.

L’evento si chiama “Papa Francesco: la gioia dell’amore – la famiglia come forza vitale nella società”, ed è organizzato, tra gli altri, dalla missione della Santa Sede presso l’ufficio delle Nazioni Unite di Ginevra, insieme con altre organizzazioni di ispirazione cattolica di stanza a Ginevra.

Spiegano gli organizzatori dell’evento che “nel porre l’essere umano e il suo sviluppo al primo posto nella società, e nel convocare due sinodi sulla famiglia nel 2014 e 2015, Papa Francesco ha sottolineato il bisogno di rinnovare il nostro impegno a promuovere e proteggere le famiglie nelle concrete realtà delle nostre vite”.

La famiglia è dunque presentata come una visione strategica, e il centro della diplomazia. E il tema entra prepotentemente alla ribalta, se si pensa che il concetto di famiglia è continuamente messo in discussione negli organismi internazionali. Un movimento di accerchiamento che pure non intacca quanti, tra i cittadini, ancora credono nell’istituto famigliare, come testimoniano i referendum in Slovacchia e in Slovenia, la raccolta firme in Romania, l’impegno a difesa della famiglia in Ungheria.

“Famiglia e società sono inseparabili,” e le famiglie “stanno affrontando sfide concrete” nelle società, che non riguardano solo il concetto stesso di famiglia. Durante il dibattito, si svilupperanno le fide poste dalle migrazioni, dalla mancanza di lavoro, dalla pornografia, dall’abuso dei minori, dalla cura delle persone con disabilità al rispetto per le persone anziane, fino alla violenza contro le donne.

Presentare l’Amoris Laetitia alle Nazioni Unite significa, per gli organizzatori, mettere in luce il grande ruolo che la famiglia delle nazioni può fare a questo proposito, nonostante “negli ultimi anni ci sia stato un cambiamento, forse indicatore di una sorta di sfiducia sulla nazione di famiglia all’interno della comunità internazionale”.

L’obiettivo dell’evento è dunque di portare le sfide poste dall’Amoris Laetitia nell’arena internazionale. Un dibattito che prescinde le appartenenze religiose, e per questo motive il parterre è variegate. Parlerà l’Arcivescovo Vincenzo Paglia, presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia, mentre l’Arcivescovo Ivan Jurkovic, Osservatore Permanente della Santa Sede alle Nazioni Unite di Ginevra fungerà da moderatore.

Gli altri “speakers” saranno l’ambasciatore Amr Ramadan, che rappresenta l’Egitto all’ONU di Ginevra; il delegato del rappresentante russo Andrei Nikiforov, Andrei Borodavkin; e Francesco Belletti, che dirige il Centro Internazionale di Studi sulla Famiglia.

 

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