L’apparizione de La Salette e il mondo di oggi

Intervista a Padre Gian Matteo Roggio della Congregazione dei Missionari de La Salette

Padre GianMatteo Roggio
Foto: pd
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La Vergine - lungo i secoli della storia della Chiesa - è apparsa più volte, lasciando - quasi sempre - messaggi, esortazioni alla preghiera, al pentimento dei peccatori per il bene del mondo.     

 I destinatari di queste apparizioni - molto spesso - sono stati veggenti o persone di umili condizioni, quasi sempre bambini:  a Guadalupe, nel 1531, la Vergine apparirà a San Juan Diego Cuauhtlatoatzin; nel 1858, a Santa Bernadette Soubirous, una piccola bambina anche lei semianalfabeta; e - nel secolo passato - a Fatima in Portogallo (1917) ai tre pastorelli Giacinta, Francesco e Lucia.

Ma dodici anni prima delle apparizioni di Lourdes, così conosciute nel mondo, la Madonna era già apparsa nella stessa Francia a La Salette, località del dipartimento dell’Isère, nel cuore delle Alpi francesi.  La Vergine era apparsa a Mélanie Calvat, di circa 15 anni, e Maximin Giraud, undicenne: due anime candide, due umili piccoli pastori. Era un sabato, quel 19 settembre 1846, quando Maximin e Mélanie con grande stupore, udirono una dolce voce, che disse loro: “Avvicinatevi figli miei, non abbiate paura, sono qui per annunciarvi una grande notizia”.    Era Nostra Signora de La Salette. 

Acistampa ha intervistato  Gian Matteo Roggio, padre della Congregazione dei Missionari di Nostra Signora de La Salette. Padre Roggio è autore di numerose pubblicazioni sull’apparizione mariana del 1846. E’ assistente della cattedra di Dogmatica e Mariologia presso la Pontificia Facoltà Teologica “Marianum” e docente di Teologia fondamentale presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma. Esponente di spicco della Pontificia Academia Mariana Internationalis. Abbiamo rivolto a lui alcune domande sull’importante apparizione de La Salette, confrontandoci sul nostro mondo contemporaneo.  

Nell’apparizione della Madonna de La Salette, molti sono i temi toccati dalla Vergine. Molte, sono le parole "chiave", se così possiamo definirle. Mi vengono in mente alcune, come ad esempio: "I segni dei tempi"; "la conversione", "la riconciliazione"; "l’Eucarestia domenicale"; "la preghiera quotidiana" e tante altre. Sicuramente, sono tutti temi importanti e necessari per il vivere di ogni cristiano. Padre Gian Matteo Roggio, guardiamo al nostro Oggi. Qual è, secondo lei, la parola chiave "prioritaria" per il mondo contemporaneo che possiamo ritrovare nei messaggi di Nostra Signora de La Salette? 

Direi “libertà”: quella che viene dalla chiamata alla risurrezione del corpo e che solo Cristo può darci, avendola anticipata col suo vivere e col suo morire e di cui ci ha dato un segno, pieno di bellezza, nella sua Madre assunta nella gloria in corpo e anima. Proprio guardando Maria e alla sua storia umana e spirituale possiamo comprendere in cosa consista questa chiamata alla libertà: saper stare non solo davanti a Dio, a sé stessi, agli altri e al mondo; ma soprattutto saper stare con Dio, con sé stessi, con gli altri e con l’intero creato. Il con è la via che apre una vita che, per pura grazia divina, non finisce più.

Entriamo - ora - nella storia dell'approvazione da parte della Chiesa dei messaggi.  E' una storia che merita di essere raccontata, ma - soprattutto - che ha bisogno di essere conosciuta con un po' di ordine, non pensa?

La Chiesa ha riconosciuto vera l’apparizione dopo cinque anni di indagini serie e approfondite:  un percorso che ancora oggi conserva tutto il suo valore, dopo aver “fatto scuola” per Lourdes e Fatima. Un percorso che ha riconosciuto degno della Madre di Gesù l’interessarsi delle patate, del grano, dell’uva, dei lavoratori, degli anziani, dei giovani, dei credenti, dei non credenti, dei sofferenti, dei morenti. In una parola, della vita quotidiana e dei suoi protagonisti, sconosciuti alla grande storia dei libri e alla storia di chi si fa grande, ma ben conosciuti da Dio, dal Cristo, dallo Spirito Santo. 

Uno dei simboli più importanti delle apparizioni, rimane la Croce, fondamentale "segno di contraddizione" - per usare le parole  di Giovanni Paolo II - per l'intero Cristianesimo.                     Nelle apparizioni, qual è l'interpretazione che possiamo dare a quella Croce? E, soprattutto, cosa può dirci quella Croce nel nostro mondo d'oggi, così forse un po' troppo confuso?

Nella vita ci sono tante false croci, che nulla hanno del Crocifisso e nulla possono avere della risurrezione. Le apparizioni richiamano sempre la vera croce, quella del Crocifisso Risorto.

Come molte volte è accaduto nella storia delle apparizioni, Maria si presenta ai bambini.                 Questo dato suscita - sempre - molte riflessioni. questo dato. Qual è il suo pensiero?

I bambini e i giovani sono il futuro del mondo ed è a loro che Dio lo consegna, togliendolo ai potenti e ai superbi. Maria lo dice chiaramente nel “Magnificat”: esso rappresenta la “carta dell’educazione”, il “progetto formativo”, il “patto educativo” che questa giovane donna, insieme all’anziana Elisabetta, costruisce non contro qualcuno, ma a favore di tutti, perché coloro che entrano nella vita entrino in una casa il cui cuore e le cui porte sono aperte.

Allora, forse, sarebbe bene tornare anche noi un po’ bambini. Potrebbe essere una possibilità per poter  entrare meglio nel Mistero di Maria? Di Dio? Non trova?

Sì, a condizione però di sapersi stupire dalla novità di vita che Dio e la Vergine, in loro nome e con la Chiesa, vengono a portare in mezzo a tante povertà. Che un povero si ribelli, non è una novità:                    è una novità che si ribelli, amando chi lo perseguita. Che un malato sia emarginato, non è una novità: è una novità che il malato abbia la medesima dignità del sano. Che un peccatore sia un senza Dio, non è una novità: è una novità che Dio non sta senza di lui.

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