L'arcivescovo di Atene, la presenza del Papa ci farà sentire più fratelli

Il gesuita Theodoros Kontidis racconta l'attesa dei cattolici greci per la visita di Papa Francesco

L'arcivescovo di Atene
Foto: Acistampa
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“Per i cattolici, è una festa. Per una piccola comunità, come i cattolici in Grecia, è molto importante vere il Papa e pregare con lui”.

La gioia dell’ Arcivescovo gesuita di Atene Theodoros Kontidis per la visita del Papa è evidente.m”Per noi è una chiamata alla fede, alla nostra fede- dice in una intervista ad EWTN-. E spero anche che sia importante per chi è lontano dalla Chiesa. E questa potrebbe essere un'opportunità per pensare, ancora, e per chiedersi, come è la mia fede? Che dire di questo patrimonio della mia famiglia, del mio Paese, della mia tradizione, e pensare, ancora, alla questione della fede. Questa è forse la cosa più importante. 

Ed è importante anche per la comunità cattolica perché ora, negli ultimi 20 anni, sono solo una piccola minoranza all'interno dei cattolici, come un mosaico di diversi colori e persone. Quindi abbiamo la comunità polacca, la comunità filippina, la comunità nigeriana, la comunità siriana, ecc., ecc., tanti gruppi e comunità diversi. E quindi è una sfida unire tutte quelle persone diverse e formare una vera comunità di fede, basata davvero sulla fede comune e sul sentimento di appartenere alla stessa Chiesa. Quindi per noi è qualcosa di bello e importante, questa fraternità. Ed è anche una sfida, ma è anche una questione di fede, riconoscere questa fraternità fondata sulla comune fede in Cristo.

 E penso che il Papa sia una presenza che unisce tutta la Chiesa cattolica e che ci dia una prospettiva di, di chiesa universale o universale. E a volte ci sentiamo isolati, ma ora è qualcosa di importante per noi pensare e vedere la nostra fede e la nostra chiesa in un modo diverso in un modo nuovo”.

E c’è comunque la sfida del calo della famiglie cattoliche in Grecia “ci sono famiglie cattoliche che in regioni e città dove non c'è comunità cattolica, non c'è Chiesa cattolica. Quindi anche i matrimoni misti sono una domanda perché, specialmente ad Atene, la maggior parte dei matrimoni sono misti, abbiamo tra cattolici e ortodossi. E così, nelle minoranze in generale, i numeri stanno diminuendo. Ma allo stesso tempo abbiamo continuamente persone, immigrati, ma non solo immigrati, anche europei che entrano, in Grecia con persone cattoliche, e vediamo alcune nuove famiglie arrivare nelle nostre parrocchie. Quindi abbiamo anche donne o uomini cattolici sposati con greci. Quindi c'è anche un popolo in arrivo”.

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