Le diocesi italiane celebrano la Giornata delle comunicazioni sociali

Uno studio di regia Tv
Foto: Wikicommons Pubblico Dominio
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Domani si celebra in Italia e in altri Paesi del mondo la Giornata mondiale delle comunicazioni sociali. Occasione per fare il punto sulla situazione dei media cattolici nel nostro Paese in un tempo caratterizzato da una crisi economica che sta coinvolgendo anche tante testate giornalistiche.

In Umbria la Conferenza Episcopale presenterà, mercoledì prossimo 31 maggio, un progetto editoriale che coinvolgerà i media cattolici della regione: il settimanale “la Voce”, “Umbria Radio” e il sito web, nato da poco, www.umbriaoggi.news. A presentarli, fra gli altri,  il vescovo delegato, mons. Paolo Giulietti insieme alla direttrice del settimanale Maria Rita Valli, al direttore della Radio Pasquale Caracciolo, al coordinatore della commissione regionale per le comunicazioni sociali regionale Riccardo Liguori. 

In occasione della giornata la diocesi di Padova ha compiuto un vero e proprio censimento dei vari giornali presenti. Più di 200 mila le copie a settimana distribuite dai diversi bollettini parrocchiali stampati direttamente. Quello del bollettino è uno strumento capillare ed efficace rispetto alla comunicazione locale, che ha ottenuto il gradimento di quasi 9 punti su una scala di 10, da parte di un campione significativo di laici coinvolti in Sonar, la ricerca sulla comunicazione nella Diocesi di Padova, come spiega una nota. “La ricerca Sonar –  dice Claudia Belleffi, che si sta occupando del progetto per l’Ufficio di Pastorale della Comunicazione – è stata affidata all’Osservatorio socio-religioso Triveneto con lo scopo di rilevare lo stato della comunicazione in Diocesi e di orientare alcune scelte tramite la somministrazione di 1600 questionari online. Sonar si completa con il censimento dei bollettini parrocchiali e verrà presentata per esteso in autunno. Da questa rilevazione biennale abbiamo colto l’importanza di sostenere e potenziare la comunicazione capillare delle parrocchie che utilizza più mezzi per ottenere un risultato complessivo soddisfacente”.

I bollettini sono stati catalogati e pubblicati per la prima volta in una visione sinottica all’indirizzo www.diocesipadova.it/bollettini prendendo come campione l’edizione della prima domenica dopo Pasqua: il 23 aprile scorso. Su 459 parrocchie 287 (il 62,5%) stampano il bollettino parrocchiale; 126 parrocchie editano anche uno speciale per Natale e Pasqua; 269 trasformano il bollettino in file pdf e solo poche lo pubblicano direttamente in edizione word (6), publisher (3) o in formato jpg (9). Qualche parrocchia distribuisce il bollettino anche in locali pubblici (bar, biblioteche e negozi), una trentina lo consegna casa per casa. Le edizioni stampate a colori sono 121. Tutte le parrocchie delle 30 unità pastorali pubblicano un bollettino, nella maggior parte dei casi, unificato. Da questa ricerca emerge che ci sono alcuni tratti che accomunano tutti i bollettini parrocchiali e cioè la familiarità dell’approccio e del linguaggio; il commento del vangelo della domenica, affidato al parroco e spesso integrato da commenti di  biblisti riconosciuti; l’ampio spazio riservato alle notizie della comunità (dai nomi dei defunti a quelli dei bambini e dei ragazzi che ricevono i sacramenti, a chi si sposa; gli appuntamenti della settimana e del mese, siano liturgici o di formazione o anche semplicemente conviviali). Da questa ricerca, molto utile, emerge anche una attenzione nuova che sta nascendo: rendere il bollettino uno strumento sempre più “interattivo”. Alcune comunità, in particolare, prevedono uno spazio dove gli interlocutori possano lasciare commenti o richieste da ritagliare e consegnare in chiesa. In molte parrocchie vengono indicate preghiere o approfondimenti legati al cammino di fede che possono essere ripresi in famiglia o a livello personale. La diocesi patavina ha anche recensito i siti internet delle parrocchie di tutta la Diocesi all’interno di un  progetto Pweb, una piattaforma online per la creazione e gestione dei siti parrocchiali italiani promossa dal Servizio informatico della CEI. Le parrocchie con un sito internet attivo sono 239, il 52% del totale, e quelle che lo aggiornano settimanalmente sono 186. 80 comunità si raccontano anche all’interno di una pagina Facebook e il 10% di queste vi pubblica il bollettino settimanale. I siti che raccontano l’attività delle unità pastorali sono 16 su un totale di 30.

“In realtà abbiamo dotato tutte le parrocchie della Diocesi – spiega don Marco Sanavio, direttore dell’Ufficio di Pastorale della Comunicazione  – di una pagina web semplice all’interno del progetto nazionale Parrocchie map, un sistema che localizza su mappa i luoghi di culto con le informazioni di base. Il problema, oggi, non è tanto se una parrocchia si è dotata o meno di un sito Internet ma come comunichi globalmente una comunità cristiana sul territorio e oltre i confini. Parroci e loro collaboratori utilizzano strategie miste, dosando carta, incontri, feste parrocchiali e comunicazione digitale per coinvolgere le persone e giungere a condividere beni spirituali. Questo ci suggerisce quanto sia opportuno investire maggiori risorse in una comunicazione decentrata e capillare, secondo modelli mutuati dai nuovi percorsi digitali, che molte comunità hanno già messo, più o meno consapevolmente, in pratica così da passare dall’informazione alla condivisione di significati e valori. Il futuro, probabilmente, vedrà una comunicazione ecclesiale più capillare, dialogica e potenziata dalle strutture delle comunità più che dagli investimenti centrali”. E Padova ha anche un settimanale molto diffuso “La Difesa del Popolo”. 

“Social e società, sfogliare il tablet in famiglia”, è il tema dei in seminario previsto oggi a Siracusa su iniziativa dell’Ucsi Siracusa e dell’Ufficio della Pastorale delle Comunicazioni sociali e Cultura diocesana. “I social media si stanno posizionando ormai al centro della nostra vita – ha detto il presidente dell’Ucsi di Siracusa - ci permettono di fare tante cose: soprattutto comunicare, cercando e diffondendo informazioni, senza staccare lo sguardo da un semplice display. Tra gli strumenti che hanno cambiato la vita negli ultimi anni troviamo al primo posto proprio i social, con gli smartphone al secondo posto. 

Sempre oggi a Messina la Giornata dei Media diocesani con un incontro con il conduttore e giornalista Rosario Carello sul tema “La potenza delle storie: Informano. Creano consenso. Portano speranza o disperazione”.

E domani, con una Messa trasmessa su RaiUno, il settimanale della
diocesi di Alba “Gazzetta d'Alba” inizia a festeggiare il suo 135° anno di attività. Attualmente Gazzetta d’Alba ha una diffusione di 15.500 copie (di cui 9.500 in abbonamento) e copre il territorio di Alba, Bra, Langhe e Roero. 

Sono tante le iniziative in occasione di questa Giornata delle Comunicazioni mentre è in corso a Cesena il festival della Comunicazione (ne abbiamo parlato nelle settimane scorse). 

E in questa settimana, durante la quale i vescovi italiani si sono riuniti a Roma per la 70ma Assemblea generale giovedì pomeriggio, sempre a Padova, è nato ufficialmente il Consiglio delle Chiese Cristiane di Padova. “Questo atto dà una forma più strutturata a un cammino, una collaborazione e uno stile di dialogo e fraternità che già da decenni sono vissuti tra le diverse comunità cristiane appartenenti a chiese differenti”, spiega la diocesi sottolineando che
il Consiglio delle Chiese Cristiane di Padova è un organismo che consente di rappresentare tutte insieme queste diverse forme di cristiani presenti nel medesimo territorio.

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