Le mostre del Meeting, da Rimini verso il mondo

La mostra su Abramo al Meeting 2015
Foto: meeting.org
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Il Meeting per l’Amicizia tra i Popoli del 2015 sta finendo ma come sempre le mostre che hanno avuto il loro battesimo a Rimini diventano messaggi itineranti che portano il tema del Meeting in giro per il mondo.

Ques’anno le mostre sono state 5 insieme a 9 percorsi tra cui uno spazio speciale dedicato ai dieci anni della scomparsa del fondatore di Comunione e Liberazione Luigi Giussani. La più significativa è la mostra dedicata ad Abramo. Sette sale per rivivere la esperienza abramitica dell’incontro con Dio, dalla storia della Mesopotamia , con la nascita delle città stato, in contrasto con la cultura delle tribù, e poi lo spazio per la religiosità con  le caratteristiche del politeismo delle civiltà mesopotamiche che nascondeva una pretesa razionalistica, che non hanno avuto un’origine nel tempo, che  sono fuori dal tempo e non intervengono nella storia. Invece all’origine della propria religione Israele mette un avvenimento storico, la “conversione” di un uomo che rompe con la tradizione politeistica. In Abramo non si verifica l’appropriazione razionale dei meccanismi che reggono l’universo. Al posto del fato c’è un “Dio vivente”. Abramo stabilisce con la divinità un rapporto tale per cui si abbandona fiducioso a un futuro imprevedibile.

poi il racconto biblico e una sala è tutta dedicata ai tratti del volto di Abramo così come sorgono nel racconto biblico. Infine irrompe l’Avvenimento di Cristo, vero discendente di Abramo secondo l’apostolo Paolo. Cristo ha vissuto la propria vita secondo quella vocazione che abbiamo visto incominciare, come albore, in Abramo: la vita come rapporto con il Mistero che lo fa vivere. Nella sequela di Gesù, i discepoli diventano anche loro discendenti di Abramo: incominciano a fare esperienza del compimento del proprio io.

L’ultima stanza ha la pretesa di evidenziare come, in un mondo dominato dal crollo delle evidenze e dell’oscuramento di cosa è l’uomo, il metodo di Dio per uscirne non è altro che quello di Abramo: scegliere uno dove l’io si chiarisce per arrivare a tutti.

Tra le altre mostre da ricordare l’esposizione del Metropolita russo Antonij Per me vivere è Cristo. Metropolita Antonij, figura autoritaria della Chiesa ortodossa, scomparso nel 2003, che ha anche affinità profonde col carisma di don Giussani. Poi Firenze, con Opus Florentinum. Piazza del Duomo a Firenze tra fede, storia e arte, in occasione di due appuntamenti importanti come il convegno della Chiesa italiana che si terrà a novembre nel capoluogo toscano e la prossima apertura del Museo dell’Opera del Duomo nel prossimo autunno. E per la prima volta al Meeting anche l’Arte Contemporanea, con l’esposizione Tenere vivo il fuoco. Sorprese dell'Arte Contemporanea, un percorso tra le opere di alcuni grandi artisti, come The Artist is Present (2010) di Marina Abramovic; Temporali (2008-2014) di Alberto Garutti, Shooting Into the Corners (2009-2013). La scienza si dedica all’acqua Misteriosa è l’acqua, la mostra a cura di Euresi, in collaborazione con la Fondazione Ceur.

Di grande fascino anche le 10 ‘esperienze e percorsi’, che vanno dal legame tra la Sagrada Familia e l’Abbazia di Morimondo, alla esperienza dei ragazzi che vivono nella Chiesa ‘villera’ di Buenos Aires fino ai canti popolari della Grande Guerra. Uno spazio speciale è dedicato a Don Luigi Giussani: Istantanee. Viaggio nel cuore di CL.

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