Le scuole cristiane in Medio Oriente sono sostenute dalla Francia

Una lunga tradizione di amicizia che si rinnova

Bambini in Medio Oriente
Foto: L'Oevre d' Orient
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Il 1° febbraio il governo francese ha annunciato il raddoppiamento dei fondi a sostegno delle scuole cristiane in Medio-Oriente, rinnovando – e rafforzando - un impegno che la Francia porta avanti da decenni.

Tale annuncio ha seguito la “Notte dei testimoni”, un evento sviluppatosi tra il 22 e il 28 gennaio attraverso tutta la Francia e promosso da “Aiuto alla Chiesa che soffre”. Quattro testimoni, arrivati Sri Lanka, Armenia, Nigeria e Azerbaigian, hanno percorso la Francia proprio per testimoniare di quei luoghi di missione di cui si sono fatti porta-parola. Un’ultima grande serata di veglia e di preghiera è stata organizzata a Parigi alla fine della settimana. L’obiettivo: mettersi in ascolto di queste voci che arrivano da lontano, suscitare la generosità e l’impegno a sostenerli da parte di chi li ascolta.

È in questo slancio di solidarietà che si è inserito l’intervento del governo francese, che – attraverso le parole del capo di Stato – martedì 1° febbraio in una serata organizzata all’Eliseo ha affermato che “sostenere i cristiani d’Oriente è un impegno secolare per la Francia, una missione storica”. Gli invitati all’evento, membri e rappresentati di associazioni impegnate nel sostegno dei cristiani d’Oriente.

Dal 2020, la Francia ha creato il Fondo per le Scuole d’Oriente (FEO), al fine di aumentare il sostegno alle scuole cristiane in quelle zone, specialmente nelle aeree in cui sono presenti dei conflitti e in cui le minoranze cristiane sono minacciate. Sono 174 le scuole hanno ricevuto questi aiuti, specialmente in Medio-Oriente, di cui 129 in Libano, 16 in Egitto, 7 in Israele, 13 in Palestina e 3 in Giordania. “Abbiamo potuto aiutarli nel modo più concreto e più vicino possibile” ha sottolineato Charles Personnaz, direttore del fondo, spiegando come, volta per volta, si sia cercato di rispondere ai bisogni specifici di ogni struttura.

La Francia si è storicamente considerata “protettrice” dei cristiani d’Oriente, già nel 1250 – nota il giornalista Jean-Pierre Péroncel-Hugoz – Luigi IX scriveva ai maroniti, comunità cattolica libanese, “vi promettiamo di dare a voi e al vostro popolo la stessa protezione che ai francesi”. Nel periodo ottomano questo legame si rafforza ulteriormente, tramite un accordo con la Turchia che dona alla Francia l’autorizzazione a proteggere i pellegrini cristiani in viaggio verso Gerusalemme. 

Tutto questo è stato evocato dalle parole del Presidente della Repubblica che ha parlato di una “vocazione della Francia” nell’aiuto ai cristiani d’Oriente e che ha proseguito nel sottolineare il ruolo fondamentale di diversità e di coesione apportato dalle comunità cristiane in luoghi minacciati da visioni fondamentaliste della religione, e come questa loro funzione “ci obbliga a difendere la loro cultura e il loro ruolo nelle società arabe contemporanee”.

È in questa direzione che l’Œuvre d’Orient – ‘Opera d’Oriente’ in italiano, un’associazione cattolica francese impegnata nel sostegno dei cristiani d’Oriente – assieme al governo francese si impegna a raddoppiare l’aiuto finanziario che sarà devoluto al Fondo per le Scuole d’Oriente (FEO). Fino a oggi i fondi stanziati sono stati di 2 milioni, un milione versato da ciascuna delle due parti. Quest’anno il fondo riceverà un contributo di 4 milioni.

In particolar modo, l’attenzione è portata al Libano, dove la situazione politica ed economica sembra ormai al collasso e in cui gestire una scuola “è praticamente un miracolo”, testimonia alla rivista ‘Terra Santa’ suor Mariam An-Nour, direttrice del collegio Saint-Joseph a Beirut.

Durante la serata, il direttore generale dell’Opera d’Oriente, Mgr Pascall Gollnisch, è stato insignito del titolo di cavaliere della Legion d’Onore, uno dei più altri gradi onorifici in Francia. L’associazione dal 1856 è impegnata in più di 23 paesi nel sostegno delle missioni locali. I pilastri della sua azione: educazione, aiuto sociale, sostegno culturale e alla vita delle diocesi.

Come prossimo obiettivo, nella stessa linea progettuale, la presidente del Louvre, Laurence des Cars, ha annunciato, in conclusione alla serata, la volontà di inaugurare nel biennio 2024-2025 un nono dipartimento del museo del Louvre consacrato all’arte bizantina e al cristianesimo orientale. La nuova area dovrebbe raccogliere 12000 opere, attualmente disperse tra più collezioni.

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