Le Stazioni quaresimali, il Pantheon luogo di preghiera e solidarietà

La dedicazione del nuovo altare del Pantheon
Foto: santamariaadmartyres.wordpress.com
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Dal 13 maggio del 609 si chiama Santa Maria dei Martiri, ma tutti la conoscono come il Pantheon. La basilica romana dove oggi si ferma il cammino delle stazioni ha una storia affascinante ed è spesso luogo scelto da romanzieri e cineasti per racconti più o meno fantasiosi.

Dal 609 è sempre stata una chiesa cattolica, ma l’origine è quella di un tempio romano dedicato a tutti gli dei.

Non è però solo un monumento del passato. E’ ancora un luogo sacro a Dio, un luogo di raccoglimento e di ricerca.  Una semplice visita può trasformarsi in un incontro particolare di grazia e un turista distratto può improvvisamente scoprirsi pellegrino, accompagnato dalla Vergine Maria, cui la Basilica è dedicata con il titolo di S. Maria dei Martiri.

Una vera “ stazione pasquale” come tutte quelle dove sosta il cammino dal giorno di Pasqua alla domenica in Albis.

Il Pantheon è una delle antiche stazioni romane, un rito che iniziato nel V secolo si interruppe nel 1309 per la “cattività avignonese” , fu ripreso dopo il Concilio di Trento, ma ebbe una nuova vita solo nel 1937. Il Concilio Vaticano II ha dato un nuovo slancio a questa pratica. E nella settimana dopo la Pasqua, le Stazioni intendono essere un’occasione di consolidamento della fede pasquale nella Resurrezione e un rinnovato itinerario catecumenale del cristiano.

Una particolarità della vita religiosa del Pantheon è proprio la scelta del passo delle Scritture che si legge dove  si narra di un povero storpio, un uomo incapace di camminare per le vie del mondo, un uomo impossibilitato ad essere “pellegrino”. Gli Apostoli lo hanno guarito. Per questo sono stati arrestati e vengono accusati e giudicati. E Maria garantisce che ogni visitatore o turista possa diventare ed essere davvero un pellegrino di Dio a Roma.

La Basilica è diventata anche un centro di solidarietà  finanziando progetti importanti e micro-iniziative di carità. Il Capitolo dei Canonici, assieme ai responsabili delle iniziative benefiche e ai singoli collaboratori, hanno dato vita una vera e propria rete di relazioni che tende al sociale.

La liturgia stazionale di oggi inizia alle 17 con la processione di ingresso e Litanie dei Santi a partire dalla vicina chiesa di S. Eustachio, la  S. Messa capitolare presieduta da Mons. Gianrico Ruzza, Vescovo Ausiliare per il Settore Centro della Diocesi di Roma, animata dal  Coro della Basilica.

Con una liturgia solenne e ricca di simboli domenica 13 maggio 2018 è stato dedicato il nuovo altare di bronzo rivolto al popolo. E’ opera dello scultore Federico Severino e completa artisticamente l’itinerario che inizia con le 14 formelle bronzee della Via Crucis e passa  per l’ambone con il Cristo che risorge da morte fra le guardie dormienti.

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