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Le Stazioni quaresimali, leggenda e verità su Papa Silvestro II e la tomba a San Giovanni

La Basilica del Laterano e le sue leggende
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Alle 17.15 di oggi a San Giovanni in Laterano si celebra il rito stazionale della prima domenica di Quaresima.

La cattedrale di Roma dedicata al Santissimo Salvatore e ai Santi Giovanni Battista ed Evangelista, custodisce una incredibile quantità d'arte e di storia.

Tra le molte sepolture illustri c'è quella di un Papa con una storia singolare. Si tratta di Papa Silvestro II, francese nato con il nome di Geberto d' Aurillac, e considerato l'uomo più erudito del suo tempo.

Come avveniva spesso in quel tempo, siamo nel febbraio del 999, era l'imperatore a scegliere il Papa. Il Sacro Romano Impero aveva il controllo del di Roma con la idea di essere il "protettore" del successore di Pietro. L'elezione del Papa era si riservata al clero romano e anche al popolo, ma necessitava dell'approvazione imperiale e il Papa doveva giurare fedeltà all'Imperatore.

Fu un periodo di grande confusione e corruzione e il Papato sembrava diventato "ereditario".

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Gerberto, monaco benedettino, era uomo di grande spiritualità e impegno, ma per i nobili romani due stranieri, imperatore e Papa, erano troppi. Così costrinsero Ottone III e Silvestro II ad abbandonare la città.  Ottone morì giovane e Silvestro rimase pontefice fino alla morte nel 1003 combattendo la corruzione con impegno.

Ma su di lui nacque una leggenda, che lo fece diventare un mago.

Sembra che la tomba originale, si inumidisse quando si avvicinava la morte di un cardinale, mentre trasudasse acqua quando un Papa si avvicinava alla morte. Questo fino al 1684, quando, per volere di papa Innocenzo XI, venne aperta per un'ispezione e le spoglie del Papa, trovate intatte, si dissolsero al contatto con l'aria. Una parte dell'iscrizione sulla tomba di Gerberto recita Iste locus Silvestris membra sepulti venturo Domino conferet ad sonitum ("Questo luogo, all'arrivo del Signore, renderà al suono dell'ultima tromba i resti sepolti di Silvestro II"): la traduzione erronea di conferet ad sonitum con "emetterà un suono" diede adito alla curiosa leggenda che le sue ossa sbatacchino subito prima della morte di un Papa.