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Le stazioni quaresimali, quel Mosè che avrebbe dovuto parlare a San Pietro in Vincoli

La tappa di oggi ci porta nella chiesa che custodisce il capolavoro di Michelangelo

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Oggi alle 17.00 a San Pietro in Vincoli al Colle Oppio si celebra la stazione quaresimale.

La chiesa deve il nome alla reliquia che la tradizione vuole siano le catene, i vincoli appunto, di San Pietro quando fu imprigionato al carcere Mamertino.

Ma c'è un altro motivo per cui turisti e storici dell'arte vistano la chiesa ed è il Mosé di Michelangelo. Un aneddoto vuole che l'artista stupito dalla veridicità dell'immagine tirasse un martello verso l'opera gridando: perché non parli?

Ma al di là delle leggende l'opera è la sola realizzata di un grandioso progetto che Papa Giulio II voleva per la sua tomba. Un grande complesso di 40 statue al centro della nuova basilica vaticana che il Papa stava costruendo.  Il mausoleo venne finito 32 anni dopo la morte di Giulio II. L'idea originale doveva formare una stanza funebre per il Papa Alla fine si arrivò a sette statue tra cui il famoso Mosè.

Una statua alta due metri e trentacinque centimetri che è stata modificata da Michelangelo creando una torsione per cui l'artista rimpiccolì il ginocchio sinistro per portare indietro la gamba e girò a destra la barba per mancanza di marmo a sinistra. II naso fu ricavato dalla gota sinistra. Anche il resto delle statue sono attribuite a Michelangelo.

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Tra i vari eventi di cui la antica chiesa fu teatro anche la creazione di due papi: Giovanni II nel 532 e Gregorio VII nel 1074.