Lednica, il cuore giovane della Polonia

Uno dei grandi raduni di Lednica
Foto: dominikanie.pl
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La Giornata Mondiale della Gioventù di Cracovia era permeata del loro spirito. Ovunque risuonava “Tak, tak, Panje” (Sì, sì, signore), la canzone più nota di un gruppo di rock religioso venuto fuori da un evento che ogni anno raduna in Polonia centinaia di migliaia di giovani. Perché i giovani di Lednica sono un pezzo della Polonia più pura. I diretti discendenti di quella generazione che 1050 anni fa fu battezzata e scelse il cristianesimo seguendo il re Mieszko I. Sono i giovani che scelgono Cristo, e ne fanno la ragione della loro vita.

Non è un caso che Lednica sia anche il luogo nei dintorni di Gniezno dove sembra sia avvenuto il Battesimo della Polonia. Padre Jan Gora, domenicano recentemente scomparso, colui che diede inizio al movimento giovanile, ha raccontato così questo il luogo: “Lednica è un lago nel cuore della Polonia, un luogo in cui Mieszko I mille anni fa ha scelto Cristo, e trascinato con lui in questa scelta tutta la nazione. Una scelta che ha deciso la storia della nostra nazione, e si è rinnovata in ogni generazione di polacchi. Ha continuato a vivere anche nella terra, come un geyser di fede per i giovani polacchi”.

E ancora: “Lednica è un luogo carismatico della nostra storia. Si può definire la sorella maggiore del Castello del Wavel: entrambe hanno nella loro fonte comune nella cultura polacca, la fede polacca, l’identità nazionale polacca. Lednica è la nostra memoria collettiva. Qui molto probabilmente risiedeva il primo vescovo polacco, e il lago è stato certamente il primo e il più grande fonte battesimale polacco”.

Ma per i giovani di Lednica, Lednica è anche un acronimo. L.E.D.N.I.C.A. ovvero “Ludzie Ewangelii Daleko Niescie Imue Chrystusa Amen”: il Popolo del Vangelo porta il nome di Cristo. Amen”

Come nasce il movimento di Lednica? È il 1997 quando padre Gora ha l’intuizione di un grande raduno di giovani nel luogo dove la Polonia ricevette il suo Battesimo. C’è una visita di Giovanni Paolo II in programma, e c’è la speranza che il Papa passi da lì. Anche perché tutto viene fatto in intimo legame con Papa Giovanni Paolo II. In vista del grande Giubileo del 2000, il Papa ha pubblicato la Tertio Millennio Adveniente, e tra le richieste c’è quella di una porta che rappresenti una sorta di purificazione, di passaggio. Padre Gora pensa subito a una grande porta a forma di pesce, la Brama Raba perché il pesce era il simbolo di Cristo secondo i primi cristiani. “Noi scegliamo Cristo”, dice.

E così succede. Come per tutte le iniziative che nascono da una grande ispirazione, tutte le difficoltà si appianano, e persino si ottiene la visita del Papa durante quel viaggio. E poi, ogni anno, un videomessaggio, un audiomessaggio, un messaggio scritto. “Il Papa è sempre con noi”, sottolinea padre Gora.

E il legame con Roma è testimoniato anche da un aneddoto. A Lednica c’è un centro dedicato a Giovanni Paolo II, un centro per giovani. Padre Gora lo voleva costruire, cercava fondi, ma soprattutto la benedizione del Papa. Andò a Roma, pranzò con Giovanni Paolo II. E il mattino dopo Stanislaw Dziwisz, oggi cardinale e arcivescovo di Cracovia e al tempo segretario del Papa, mostra loro un vaso di fiori, che in realtà non è altro che un vecchio pezzo della Basilica costantiniana di San Pietro riadattato. “Prendilo, puoi farne la prima pietra del centro”, dice a padre Gora. E padre Gora – racconta lui stesso – lo prese e lo portò a mano fuori, “noncurante della possibilità di danni alla spina dorsale”.

Dal 1997 in poi, ogni anno i giovani di Polonia si sono incontrati a Lednica: si tratta del più grande raduno di giovani al mondo che non veda la presenza del Papa. Sono sempre almeno in 100 mila.

Anna Sosnowska ha partecipato una volta ad una riunione di giovani nel campo di Lednica. “Quando siamo arrivati – racconta – c’era un mare di giovani, stanchi ma felici, sorridenti e aperti: mi ha fatto una grande impressione. Non avevo mai visto queste persone, ma eravamo tutti felici a cantare insieme, anche le persone più chiuse. Eppure, quando c’era la Messa, o l’adorazione, si cambiava atteggiamento, si diventava più raccolti. Era come se fossimo alati e in sordina allo stesso tempo”.

Patrycja Wantuch anche racconta di questa “atmosfera speciale” che pervade i giovani di Lednica, specialmente durante la veglia. “Si sentono quasi palpabili la preghiera e la fede viva. E vengono i brividi quando ripetiamo tutti insieme: ‘Prendi me, Gesù, e conservami fedele al padre’.”

Tutto ha un senso a Lednica: la scenografia, la liturgia, i canti e il modo in cui sono coinvolti. Il gruppo più famoso ispirato a Lednica è Siewcy Lednicy (ovvero, i Raccoglitori di Lednica). Sono loro che hanno scritto “Tak, Tak, Panje”, una canzone il cui ritornello è: “Sì, sì, Signore, lo sai che ti amo. Sì, si, signore, questo lo sai”. Ma altre canzoni note sono Nie lekacje sie (Non abbiate paura) e “Ojciec”.

Così, ogni anno lo spirito vivo della Polonia si riunisce in un campo pieno di simbolismo. Un ponte tra Oriente e Occidente, perché fu da Est che arrivò a Lednica il primo reliquiario, portato da sacerdoti ortodossi, attraversando il ponte e arrivando sull’isola. Durante ogni incontro, ci sono anche le reliquie di San Wojciech, che è uno dei più importanti santi polacchi. E da quest’anno c’è anche un altro protettore: padre Jan Gora, morto a dicembre, che è stato sepolto proprio nei campi dove avviene l'incontro giovanile che lui ha propiziato.

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