L’Ordine della Santissima Trinità, una storia illustre

A colloquio con il Padre Generale della istituzione religiosa fondata nel 1193 da San Giovanni de Matha

Papa Francesco e Padre Luigi Buccarello, Generale dell’Ordo Sanctissimae Trinitatis
Foto: Vatican Media
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L’Ordine della Santissima Trinità, l’unico ordine religioso ad avere riunite nel suo nome le Tre Persone di Dio. La liturgia ci ha proposto ieri la celebrazione della Trinità. Aci Stampa, ha intervistato il successore del fondatore San Giovanni de Matha: è Padre Luigi Buccarello, Generale dell’Ordo Sanctissimae Trinitatis, questo il nome originario dell’importante istituzione religiosa. 

Padre Buccarello, l'Ordine Trinitario è l'unico ordine religioso ad avere nel suo nome le Tre Persone di Dio. Un impegno di non poco conto, giusto?

Tutti i cristiani, in quanto battezzati, sono “Trinitari”. La speciale consacrazione alla Santissima Trinità dei membri della Famiglia religiosa fondata da San Giovanni de Matha nel 1193, è un invito a non dimenticare questo grande mistero che per tutta la Chiesa è fonte, modello e culmine. E noi ci sforziamo di rispondere a questa missione vivendo il carisma che il nostro fondatore ci ha consegnato. La vita fraterna, l’accoglienza reciproca, la nostra missione al fianco di chi soffre per la fede e di chi viene calpestato nella sua dignità di persona, sono i pilastri della nostra spiritualità modellata sul mistero del Dio uno e trino.

Ci può offrire una panoramica dei santi che hanno fatto grande l’Ordine della Santissima Trinità? 

L’ Ordine Trinitario è stato fondato da San Giovanni de Matha, maestro teologo dell’Università di Parigi. Fu lui a vedere - durante la celebrazione della sua prima messa, al momento dell’elevazione dell’Eucaristia - Cristo che tendeva le mani verso due schiavi, uno bianco cristiano e un altro moro musulmano. Dopo essersi ritirato nella foresta di Cerfroid, a circa ottanta chilometri da Parigi, per un tempo di preghiera e di discernimento, costituì insieme ad alcuni eremiti che vivevano in quella zona la prima comunità religiosa, insieme a San Felice di Valois, che veneriamo come cofondatore dell’Ordine. Il 17 dicembre 1198, il papa Innocenzo III approvò la Regola propria del nuovo Ordine religioso, nella quale per la prima volta compaiono i tre voti di povertà, castità ed obbedienza, e dove viene descritta la finalità principale della missione dei frati trinitari: la gloria della Trinità e la redenzione degli schiavi cristiani in pericolo di rinnegare o perdere la propria fede per salvare la vita.                   La fecondità e vitalità del carisma trinitario è stata confermata da una lunga scia di santi, religiosi, religiose e laici che per noi sono modelli di vita e potenti intercessori. Tra di loro vorrei ricordare il Santo Riformatore Giovanni Battista della Concezione e anche due mamme di famiglia: la beata Anna Maria Taigi e la beata Elisabetta Canori Mora. 

"Santissima Trinità", concetto assai difficile da comprendere. E assai difficile da spiegare, anche. Vogliamo provare a fare una piccola sintesi di cosa voglia dire questo termine così alto?

San Giovanni de Matha ci ha insegnato che il mistero della Trinità, più che essere compreso e spiegato, deve essere vissuto. La Regola Trinitaria è una traduzione molto concreta di questo mistero che viene vissuto quando impariamo a riconoscerci tutti come fratelli, al di là di ogni distinzione e condizione sociale, quando accogliamo i poveri e i malati, quando lottiamo perché siano rispettati i diritti e la dignità di ogni essere umano. Il mistero della Trinità è una luce che non possiamo vedere direttamente poiché ci abbaglia, ma con la quale possiamo vedere chiaramente i nostri fratelli e tutti coloro che soffrono per accoglierli ed amarli. La liturgia ci suggerisce un’altra potente immagine che sempre mi colpisce: quella dell’oceano. Un famoso inno della liturgia delle ore recita: “O Trinità beata, oceano di pace”. Da una parte l’immagine dell’oceano rimanda alla grandezza del mistero che non può essere abbracciato, posseduto, controllato. Questo non significa che Dio sia lontano, inarrivabile, irraggiungibile. Dall’altra questa potente immagine ci dice che in questo oceano di amore possiamo totalmente immergerci, come amava dire Santa Elisabetta della Trinità:  «Sento tanto amore attorno alla mia anima! È come un oceano in cui mi getto e mi perdo». 

Cosa vuol dire essere Trinitario oggi?

Essere Trinitari significa portare nel cuore di  chi soffre la luce della speranza, significa testimoniare un Dio che non è lontano dalla nostra vita e dalle nostre miserie e che le nostre sofferenze non gli sono estranee, come non devono essere estranee a noi le sofferenze dei nostri fratelli. Significa fare della propria vita una lode perenne alla Santissima Trinità e cioè vivere non per sé stessi ma per dare gloria alla Trinità, quella gloria di cui ogni uomo è immagine e riflesso. Essere Trinitario, in questo particolare momento storico, significa essere vicino a chi soffre per la fede, a chi viene deriso, discriminato, perseguitato per la sua fede. Essere Trinitario significa riconoscere nella libertà religiosa l’espressione più alta della dignità trascendente della persona umana e lottare perché questo diritto fondamentale, fonte e sintesi di ogni altro diritto umano, sia riconosciuto e valorizzato. Essere Trinitario, infine, significa essere costruttore di comunione e profeta di pace in un mondo lacerato da divisioni e devastato da troppi egoismi ed interessi umani.

Secondo lei, qual è la preghiera più bella alla Santissima Trinità che l'Ordine adotta?

La nostra preghiera di lode alla Trinità è il Santo Trisagio, una corona di invocazioni e di lodi prese dalla Sacra Scrittura e dalla Liturgia che aprono il cuore all'adorazione, al ringraziamento e all'amore verso le tre divine Persone; è un'eco solenne del "Santo Santo Santo" che cantano in cielo gli Angeli e i Santi e che trova gioiosa risonanza nel cuore dell'uomo; è un unico ininterrotto canto di lode e di gloria alla Santa Trinità. 

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