Loreto 2020, la Porziuncola una copia della Santa Casa di Nazaret?

Le copie della Santa Casa da Nazaret in Italia e nel mondo

La Santa Casa
Foto: Santuario di Loreto
Facebook Twitter Google+ Pinterest Addthis

La Santa Casa di Loreto oltre alla edicola in marmo che la protegge è inglobata nella grande basilica i cui lavori iniziarono alla fine del 1400.

Un modello che piacque molto ai pontefici, tanto che nel 1569 dopo il Concilio di Trento Papa Pio V volle che la chiesetta assisana della Porziuncola fosse inserito in una basilica “instar sacrae lauretanae domus”, come la Santa Casa di Loreto.

A Francesco Dio aveva chiesto di riparare la sua “casa” dando a questa parola un significato particolare tanto che il santo si improvvisò muratore.

In uno studio pubblicato nel 2004 sul periodico della Santa Casa di Loreto, Nanni Monelli parte dalla data di ricostruzione della Porziuncola. Francesco vi pose la mano tra il 1206 e il 1209 ed era  un rudere. Quindi la chiesetta è molto antecedente alla traslazione della Santa Casa, ma ad uno sguardo approfondito è singolare che assomigli molto al sacello lauretano, come misure, come stile, come forma. Coincidenze che devono aver suggestionato anche Papa Pio V.

Del resto se si confronta la reliquia lauretana con la Porziuncola si trovano delle somiglianze e anche delle differenze, ma l’ipotesi suggestiva è che la Porziuncola fosse di fatto una costruzione ispirata da coloro che a Nazaret erano stati pellegrini nella chiesa della Annunciazione che custodiva la Grotta e la Casa di Maria.

Se la la Porziuncola è una replica della Camera della Madonna custodita a Nazaret è anche la prova di come intorno all’anno mille la struttura fosse ben conservata. Una prova interessante se si pensa ad un altro collegamento quello con la riproduzione della Camera di Maria a Walsingham nel Norfolk in Inghilterra, riproduzione del 1061.

Il Santuario di Nostra Signora di Walsingham è stato fondato quando, secondo il testo della Ballata di Pynson, Richeldis de Faverches pregò la Madonna e promise di intraprendere un’opera speciale in Suo onore. In risposta alla sua preghiera, la Vergine Maria la condusse in spirito a Nazareth, le mostrò la casa dove avvenne l’Annunciazione e le chiese di costruire una replica a Walsingham che servisse come memoriale perpetuo dell’Annunciazione. Una Santa Casa fu dunque costruita e una comunità religiosa si fece carico della sua fondazione, facendola diventare uno dei più grandi santuari della cristianità medievale.

E’ chiaro in pratica che la Casa era ben presente ai cristiani dell’epoca, conservata chiaramente come qualcosa di diverso dalla Grotta. Di imitazioni della Santa Casa del reste ce ne furono molte neo secoli successivi alla Traslazione. Una devozione che conferma la eccezionalità della reliquia.

Già nel 1368 come ricorda padre Giuseppe Santarelli, un pellegrino di Sestri Levante fece costruire una cappella ad imitazione della Santa Casa.

Ancora un documento del 1404 para di un certo Giacomo di Vagnolo Pucciori, abitante a Foligno che vendette la sua propria casa per avere il denaro per costruire una cappella  dove vi fesse dipinta la figura di Santa Maria di Loreto. Un modo per traferire così la sacralità della immagine e del luogo.

Anche a Cremona in San Domenico venne costruita una copia della Casa di Loreto. Nelle guerre di metà ‘400 Francesco Sforza visitò Loreto e fece poi una cappella “la quale è facta a  similtudine di quella che è a Sancta Maria de Loreto, ne la quale sono molte devozioni” come scrive Roberto di Sanseverino.

Anche in letteratura l’arrivo della Casa di Maria lascia il segno. Il primo testo è di Franco Sacchetti che nelle sue Treccentonovelle scritte nella seconda metà del 1300, un racconto “boccaccesco” nel quale un pescatore impreca usando proprio “Santa Maria dell’ Oreto!”.

Nei secoli successivi le citazioni chiariscano anche la differenza tra il sacello e la basilica. E iniziano le richieste di guarigioni e di grazie.

Il primo documento pontificio che si riferisce alla Casa è del 12 febbraio 1470 ed è una bolla di Papa Pio II. Poi Leone X in un breve del 1519 scrive di onorare il luogo che “ la stessa Vergine si è scelto contornata da angeli tra i quali merita il primato quello di Loreto veneratissimo per fama e per frequenza di devoti”.  Da allora i testi si moltiplicano e diventano sempre più vere fonti storiografiche.

Ti potrebbe interessare