Madeleine Delbrêl, Dio e la strada nella conversione di una poetessa

Madeleine Delbrêl
Foto: pd
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C’è chi la definisce mistica chi poetessa e per altri è stata una assistente sociale. Madeleine Delbrêl certamente sarà una beataLo scorso 27 gennaio è stato pubblicato il decreto con il quale il Papa ne ha riconosciuto le virtù eroiche.

Ragazza di brillante intelligenza, cresciuta nell’ ateismo, convertita a 20 anni, vincitrice di premi letterari nella Francia, tra la prima e la seconda guerra mondiale diventa un simbolo di una rivoluzione spirituale che pervade la Francia e la trasforma.

E’ la stagione del grande spiritualismo francese. Il mondo conosce Paul Claudel, ma lei, la piccola Madeleine, vive il suo primo innamoramento per Jean Maydieu. Giovani, spensierati, tutti li vedono già sposi, ma tutto cambia quando Jean sceglie il convento. Diventa domenicano.

Per Madeleine è uno strappo violento, ma la sua vera vocazione inizia forse in quel momento. Da Jean divenuto domenicano, teologo, intellettuale, vicino ai poveri la Delbrêl impara l’amore per la vita e la letteratura. Maydieu attraversa la guerra, e diviene un conferenziere, parla dello scandalo della povertà degli operai, parla dei preti che condividono le loro fatiche.

Per Madaleine non è più tempo di ateismo tranquillo. Il suo tormento, la sua conversione diventa poesia. Non dolce, tranquilla, ma inquieta e forte, il primo passo verso un misticismo che si farà servizio.

Prima pensa al monastero, poi riflette, intanto scrive una collezione di poesie: La strada. E’ il suo cammino. Che si intreccia con una formidabile produzione letteraria di cui fa parte anche uno studio su Paul Claudel. Le sue poesie sono uno sguardo sulla miseria dell’umanità che grida aiuto.

Tutto nasce così poi, da un gruppo di ragazze che ascoltano l’Abbé Lorenzo, che parlano di Vangelo. Decidono di mettersi al servizio, degli ultimi, dei poveri.

Particolarmente interessante a questo punto la scelta del celibato pur restando fuori dal convento. Laica, quindi, ma con un mestiere specifico: assistente sociale. Si prepara studiando fin dal 1931. Poi sceglie Ivry, un posto di operai, miseria e tanta necessità di una nuova vita, nuove prospettive e un nuovo modo di fare, anzi di essere carità. I due poli della vocazione di Madeleine sono chiari alla fine: Dio e la strada.

La seconda guerra mondiale la coinvolge, nella Francia occupata il lavoro delle assistenti sociali diventa più difficile, ma da Ivry, alla estrema periferia di Parigi, c’è sempre una luce che permette anche ai giovani di imparare. Capire come si fa ad essere non a fare carità. Veglia d’armi è il libro in cui Madaleine racconta anche questo cammino di vita.

Madeleine entra anche a lavorare per il Concilio Vaticano II e nel 1961 scrive delle  preparatorie nelle quali dà testimonianza della sua vita di comunità, e nel 1962 risponde a domende sull’ateismo in ambiente popolare.

La Delbrêl muore improvvisamente, non ha ancora 60 anni, la diocesi di Créteil, riconoscendo il suo ruolo fondamentale nella spiritualità del Novecento e ritenendola “una delle più grandi mistiche del XX secolo”, ha avviato fin dal 1993 il processo per la sua beatificazione. “

Ella ha partecipato all'avventura missionaria della Chiesa in Francia nel ventesimo secolo, - ricordò Giovanni Paolo II-  in particolare alla fondazione della "Missione di Francia" e del suo Seminario a Lisieux. Possa la sua luminosa testimonianza aiutare tutti i fedeli, uniti ai loro Pastori, a radicarsi nella vita comune e nelle diverse culture, per farvi penetrare, attraverso una vita sempre più fraterna, la novità e la forza del Vangelo! Mantenendo viva nel loro cuore e nella loro vita la loro coscienza ecclesiale.

È in corso la pubblicazione delle Opere Complete presso Nouvelle Cité e in traduzione italiana presso Gribaudi.

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