Madre Teresa e i miracoli delle piccole cose

Un dettaglio della copertina del libro
Foto: Rizzoli
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Passato l’entusiasmo e la festa per la canonizzazione c’è il rischio che per molti Madre Teresa resti solo una immagine. Volontari e suore che lavorano in campi difficili non possono essere imitati da tutti, ma tutti possono vivere “Il Miracolo delle piccole cose”.

E proprio questo è il titolo di un libro edito da Rizzoli curato dal postulatore di Madre Teresa che mette insieme preghiere, testimonianze, e riflessioni per vivere le opere di misericordia spirituali e corporali alla scuola della santa.

“La canonizzazione di Madre Teresa- spiega Padre Brian Kolodiejchuk-   è una buona occasione per rendere noti sia i suoi insegnamenti sull’amore misericordioso sia il suo modo di metterli in pratica attraverso i gesti quotidiani.” Un libro che parla di fatti e mostrano la santa “come un’icona dell’amore tenero e misericordioso, un riflesso della misericordia divina per gli

uomini di oggi, specialmente per i più poveri tra i poveri”.

Così le libro c’è la vita quotidiana di Madre Teresa, “la sua capacità di fare «cose ordinarie con amore straordinario», dalla prospettiva unica di coloro che le furono più vicini”.

Ci sono le testimonianze che sono state usate nel processo di canonizzazione, “per amore di fedeltà, gli aneddoti e le storie sono stati stati lasciati più possibile inalterati per dimostrare la notevole influenza che Madre Teresa ebbe sui testimoni oculari”.

Come spiega il postulatore “il libro affronta separatamente ciascuna delle sette opere di misericordia corporale e spirituale. Per ognuna di esse, una breve introduzione spiega la concezione che Madre Teresa aveva di questi atti corporali e spirituali. Segue una serie

di citazioni tratte dai suoi scritti e un’ampia scelta di testimonianze delle persone più vicine a Madre Teresa, di coloro che collaborarono con lei per anni”.

Il libro però non è solo un racconto, ma anche un modo per il lettore di interrogarsi e così ci sono alcuni quesiti per la riflessione e una preghiera: “Le domande si ripropongono di «risvegliare la nostra coscienza spesso assopita davanti al dramma della povertà»”.

La riflessione finale del Padre Brian è un invito: “Che la sua canonizzazione e questo libro siano per noi un incentivo a ricordare il suo amore, la sua compassione, il suo sorriso rassicurante. Che, nel vedere i nostri fratelli e le nostre sorelle in situazione di bisogno, possiamo diventare «apostoli della misericordia» toccando e guarendo le ferite dei loro corpi o delle loro anime, come faceva Madre Teresa. Lei continua a incoraggiarci dicendo: «Soffermatevi a pensare, almeno per un momento, come voi e io siamo stati chiamati per nome, perché Lui ci ha amato. Perché voi e io siamo qualcuno di speciale per Lui, (tanto da) essere il Suo cuore per amarlo nel povero, le Sue mani per servirlo nei più poveri tra i poveri… a cominciare da chi ci sta vicino, persino nelle nostre stesse famiglie»”.

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