Messa al Divino Amore, don Cavallini: “Sappiamo accogliere l’opera di Dio”

Nella consueta Messa al Divino Amore, don Cavallini parla della necessità di accogliere l’amore di Dio

Don Cavallini mentre celebra la Messa al Divino Amore, 22 aprile 2020
Foto: Tv 2000
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Il Vangelo del giorno prosegue il dialogo tra Gesù e Nicodemo, e Gesù spiega a Nicodemo che “Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo figlio unigenito”. Ed è per questo amore che la nostra vita di cristiani deve essere basata sull’accogliere, più che sul fare.

La consueta Messa dal Santuario del Divino Amore organizzata dalla Diocesi di Roma in tempo di pandemia oggi è celebrata ancora, per la terza volta di fila, da don Andrea Cavallini, direttore dell’Ufficio Catechistico della Diocesi di Roma.

Don Cavallini ricorda che “nei mosaici antichi Dio Padre a volte è rappresentato non come un vecchio Signore, ma come una mano che si protende dal Cielo. Una mano aperta, non per prendere, ma per dare. Perché Dio dà, dà tutto, dà il suo figlio unigenito e lo dà per puro amore”.

Per questo, se Dio dà tutto, “il punto della nostra vita cristiana non è tanto fare, ma ricevere. Anche in confessione, siamo molto centrati su quello che facciamo noi, siamo molto centrati su quello che noi facciamo, mentre il punto centrale è ‘ho accolto ciò che Dio mi ha dato’. Se non ricevi, se non accogli da Dio, da te non può uscire niente di nuovo”.

Don Cavallini sottolinea che la Vergine Maria è l’esempio di colei che accoglie la volontà di Dio, e ricorda che la luce è nel mondo, è solo una nostra scelta rimanere nelle tenebre. E aggiunge. “Se Dio dà tutto ciò che ha, allora conviene essere povero, perché sei più disposto a ricevere, hai le mani vuote”. E questo si nota quando perdiamo qualcosa, perché Dio sempre permette la spogliazione perché “possiamo ricevere di più da lui”.

Conclude don Cavallini: “Noi abbiamo la certezza che Dio ha dato tutto per noi, e questa è la chiave per interpretare tutti quello che ci succede, anche i fatti brutti”. Ed è una certezza che certo ha Nicodemo, che andrà a deporre il corpo di Gesù, vedendo che Dio ha davvero dato tutto.

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